RAPHAEL – LE FERITE E L’AMORE

Ho viaggiato nel tempo per giungere a te. Il tuo cuore emanava raggi luminosi e cantava insieme all’Universo che ti ha dato la vita, quando venisti al mondo come Essere Umano: il vagito di un bambino è come sale sulle ferite di un mondo che ha fame d’amore, poiché il seme della speranza per il futuro risiede in ogni concepimento, sia esso fisico che nell’anima; ogni parto reca in sé la concezione di una volontà che è Madre, ed ogni neonato si consacra all’Uomo per donare un nuovo avvenire…

Sfortunatamente, però, l’Uomo resta sordo di fronte alla Musica del Cosmo. Frastornato da inutili menzogne, si rifugia in se stesso e dimentica il cuore, ammalandosi nell’anima e, quindi, nel suo corpo mortale. La sua agonia inizia nell’attimo stesso in cui egli si chiude in sé, allontanando ogni connessione e consacrandosi all’oblio dell’apatia, quella fatta di silenzi eterni dove il Nulla trova luogo. Alla fine, l’Uomo torna ad incarnarsi, per sciogliere tutte le vane promesse che lo hanno reso schiavo e per ripristinare gli Antichi Legami, quelli più veri, che risanano ad ogni livello spazio-tempo.

Ho cercato il tuo cuore, ovunque, senza trovarlo. Non vi era più luce che giungesse alla mia essenza celeste. Ho cercato a lungo, senza rinunciare mai. Credevo di dover attendere in mezzo a mille e mille armonie universali, dove ogni confine cade e resta la Verità… ma mi sbagliavo. Comprendendo, mi sono inoltrato nell’abisso più profondo, dove l’oscurità del Nulla avvolge le anime, e ti ho trovato. Avrei dovuto saperlo: quando un cuore soffre ripetutamente, spegne ogni luce e si chiude in sé, perdendosi nell’oblio delle emozioni dimenticate o rimosse, semplicemente, per non soffrire più. Non avrei potuto guardare oltre l’Inferno in cui l’Essere Umano consacra se stesso, ogni volta che decide di morire dentro, rinnegando la speranza del cambiamento interiore.

Ho ascoltato i tuoi tormenti, mentre annaspavi nella tenebra. Ti ho guidato con la mia luce, senza cadere nella pece nera che ti aveva imprigionato: non posso salvare chi si è condannato a morte eterna, ma posso fare chiarezza sulle motivazioni che ti hanno fatto credere che fosse l’unica soluzione. Voi Esseri Umani credete che l’Amore debba essere perfetto: non avete vie di mezzo, non contemplate le sfumature. Non ammettete che esso comporti un grande lavoro da parte dell’anima. Eppure, è così: nell’attimo stesso in cui un cuore rinasce, inizia a lottare per l’unione che ha il compito di far crescere e custodire, ogni giorno, attimo dopo attimo. E’ l’impegno quotidiano, a creare i Legami più veri; è l’accettazione reciproca, a permettere la conoscenza. Se l’Amore non richiedesse uno sforzo continuo, non avrebbe alcun valore, poiché sarebbe uno dei tanti inganni in cui decidete di vivere la forma, per non vivere la verità.

Sono Raphael, l’Angelo dell’Amore che viene a te per risanare le tue ferite e darti la possibilità di vivere, di nuovo. Il mio compito è tenere aperto il tuo cuore, finché sarai tu, a farlo, ma non senza affrontare quella piccola morte interiore dell’egoismo che nuoce a se stesso, mascherandosi di paure e dubbi. Le ferite dell’anima hanno il compito di farti crescere nella consapevolezza e nella comprensione profonda di te, affinché tu possa essere mio testimone vivente di un Amore in grado di guarire e trasformare. Ogni piccolo dolore ti permette di entrare in relazione con le anime sottoposte a prove, perché il Cosmo ha scelto te, tra tutti gli altri Esseri Umani, per superare le prove e, poi, essere guida a chi, affranto, non ritrova la strada. Perciò, non stupirti se il tuo peso, fino ad ora, è stato grande: tutto può cambiare, nell’istante in cui accetti la ragione che ti ha portato ad incarnarti su questo piano esistenziale, i cui ricordi risiedono nel Legame d’Amore che porti con te da sempre. Ricordare non implica il rivivere, bensì il costruire una Nuova Realtà, della cui storia fai parte anche tu, ora.

Voi Esseri Umani commettete un grande errore: non esprimete davvero ciò che pensate e, spesso, non sapete neppure cosa c’è nella vostra mente; i vostri dubbi creano illusioni di facile gestione che, tuttavia, non fanno parte di ciò che vi è chiesto di vivere, in quanto reale. Quasi tutto ciò che fate è dettato dalla paura; ma, dalla paura, non può nascere Amore, né si può parlare di esso, se vi impedite di concretizzare ciò che desiderate, nel profondo. Perché nemmeno lo sapete. Venite al mondo come bambini vulnerabili che si affidano a chi potrebbe fare loro del male, perché il vostro cuore è incontaminato e portate ancora con voi tracce d’eternità; poi, col tempo, cominciate a credere che l’Amore sia un inganno e rinnegate chi vi ha concepiti, per quelle stesse ferite che siete venuti – consapevolmente – a curare. Vi siete fatti carico di quelle anime che avevano ancora più bisogno di premure, ma lo avete dimenticato, pensando di dover essere voi, a meritare qualcosa per cui, spesso, non lottate un solo attimo. Siete sognatori di relazioni, dove voi controllate i ruoli ma non infondete quel calore necessario ad essere ciò che siete stati chiamati ad essere.

Ho cercato a lungo, senza sosta. Ho cercato nella gioia ma ti ho trovato nella disperazione. Ho nutrito il tuo cuore ferito affinché tu potessi tornare a vivere. Ora tocca a te fare del mio dono una fonte di speranza per l’anima che è segnata da cicatrici profonde: ti servono per apprendere da ogni piccolo dolore che ti è stato inferto e per fare, di esso, una nuova opportunità di guarigione. Ricorda che tutto è in mano a te e che l’Universo ti ha voluto per questo: per essere testimone di tutto ciò che l’Amore può fare. Quando il tuo cuore si aprirà completamente, scoprirai di possedere un coraggio che, prima, non avevi mai notato, dentro di te, solo perché l’anestesia emotiva ti aveva privato completamente della tua capacità intuitiva; ora, una nuova strada si snoda di fronte ai tuoi occhi, insieme a tutte le possibilità che ti sono state date per realizzarti e per realizzare. Nessuno si ammala in eterno, se non lo vuole: l’anima risplende ogni volta che un cuore umano si avvicina alla Fonte d’Amore Universale e, da essa, accoglie l’unico nutrimento che possa sfamarla davvero.

Io ti amo di un Amore che nessun Essere Umano è in grado di conoscere ma che potrebbe riconoscere, se solo non ne temesse le responsabilità. Da te torno, da sempre e per sempre, nella forma che ben conosci. Seguo ogni tuo passo e ti guido. Io sono Raphael, colui che cura nel nome di ciò che ci ha dato la vita e che solo il tuo rifiuto di essa può cancellarla da te.

 

Paola Elena Ferri

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