LO SQUILIBRIO ENERGETICO NELLA MALATTIA

 

L’Anima è una vera e propria “creatura senziente”. La sua identità è strettamente connessa alla Fonte Primordiale da cui ogni essenza proviene e, per questo, naturalmente votata all’Amore Universale. L’Anima giunge in un Corpo Fisico di un Essere Umano con la sua purezza intatta, una sua armonia che vibra insieme alle frequenze elevate dei Regni Celesti (un Altrove fatto di spazi e dimensioni parallele, non di quel tempo lineare che le creature terrene hanno imparato a conoscere, nel loro ciclo limitato di nascita-crescita-morte).

L’Anima avvolta da perfette vibrazioni d’Amore entra in un Corpo appesantito dalla Materia, frequenze più basse che tendono a spegnere ogni luce. Una volta fusa con l’Essenza Umana, l’Anima si risveglia in un neonato che apre gli occhi su un mondo in cui è già vulnerabile, bisognoso di cure e incapace di provvedere a se stesso. Un senso di smarrimento impregna la consapevolezza di non poter più volare nell’Infinito, ma di dover gattonare in un luogo oscuro, fatto di incertezze, tradimenti, abbandoni, omicidi. L’Anima conosce, allora, la paura più grande: quella di non poter essere più libera, né di potersi liberare mai più, se non al termine naturale di questa breve esistenza terrena.

Soverchiata dalle prove, l’Anima più sensibile si sente mancare. Le forze l’abbandonano, la luce sembra spegnersi: incapace di provvedere a se stessa, comincia a chiedere aiuto alla Mente umana, l’unica in grado a creare barriere verso il mondo esterno. La fonte dell’equilibrio emotivo sgorga a singhiozzi, esasperandosi nelle sue manifestazioni esteriori, in cerca di nutrimento… invano; così, senza ricevere le risposte che cerca da altri Esseri Umani – in altrettanto sgomento – inizia a maledire se stessa, incolpandosi. L’autocondanna dell’Anima si amplifica nell’Essenza e diventa una vera e propria deflagrazione per il Corpo Fisico.

Per riuscire a resistere a tale impeto, la Mente si trova a dover correre contro il tempo terreno, troppo breve rispetto a quello eterno, troppo influenzabile dalla Materia che attira ogni cosa verso la più profonda densità. Ancora illuminata – seppure in modo flebile – dall’Anima, la Mente decide di concedersi delle possibilità, alterando ancora di più il fragile equilibrio emotivo con continui tentennamenti e privazioni. Alla fine, esausta da questa lotta quotidiana, cede all’unica cosa che può zittire la voce di ciò che resta ancora aggrappato alla Fonte Primordiale: il Cuore.

Il Cuore, il nucleo pulsante di ogni vita terrena, cede – spontaneamente – parte delle energie appartenenti alla Fonte e si prepara a rigenerarsi, cercando l’Anima. Ma l’Anima non è più in grado di stabilire una connessione con esso, paralizzata dalla Mente statica che la rende cieca di fronte alla sua stessa luce. Così, il flusso eterno sperimenta il limite di un tempo che va oltre quello fisico, cristallizzandosi in un nulla che diventa disperazione amplificata dalla Materia, e quest’ultima esercita il suo diritto di potere, aggredendo, definitivamente, il Corpo Fisico. Il Cuore grida, disperatamente, con tutta la forza del suo battito eterno… ma la Mente lo zittisce con le paure e con l’orgoglio, impedendogli di riconnettersi all’Anima.

Così, si innesca la malattia.

 

Paola Elena Ferri

 

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