LA PRIMA VISIONE - Gennaio 2016

Ero ancora a letto, con il cotone imbevuto di camomilla per sgonfiare gli occhi (al mattino soffro di rinite vasomotoria) quando, all’improvviso, ho cominciato a vedere qualcosa di insolito ma nitido.

Una figura umana senza volto e senza nemmeno i dettagli che noi tutti conosciamo (naso, occhi, bocca, forme evidenti, colori…) è comparsa di fronte ai miei occhi chiusi, accompagnandomi letteralmente verso un’altra visione: esseri simili ad Angeli ma non facenti parte delle Schiere Celesti. Sono stata poi condotta in una sala dove ho visto figure umane molto alte e dall’aspetto regale, le quali mi hanno ricordato immediatamente qualcosa di antico. Mi sono trovata al cospetto di Sovrani venuti da un altro mondo, più esattamente dallo Spazio, uomini molto alti di statura e con barba arricciata, come usavano alcuni popoli di molti secoli fa. Uno di loro, in particolare, recava in mano una sorta di scettro, ma non credo si trattasse di tale oggetto. Non vedevo distintamente le altre figure umane connesse, tutte di alta statura e di energia regale. Una luce verde, fosforescente, pulsante, tracciava una vibrazione continua su qualcosa che poteva essere simile ad un monitor ma che poco aveva di tecnologico, così come noi lo intendiamo.

Ho visto me, bambina, mentre una creatura molto alta poneva sulla mia testa qualcosa che poteva assomigliare ad una corona di fiori, ma non si trattava di essa. Ho avvertito immediatamente la connessione tra me e questi Re venuti dal Cielo che mi hanno mostrato la loro storia, anche attraverso le immagini evocate da una figura carismatica femminile, una donna molto alta, sinuosa, dall’aspetto simile a quello di una pantera nera e con gli stessi colori, il capo rasato, gli occhi come quelli di un felino che vede nel buio, una tunica lunga e bianca senza maniche.

La donna mi ha guardata a lungo, incutendomi il timore reverenziale che provavo nel rivolgermi ai Re. Poi, mi ha indicato l’evoluzione della loro esistenza, il perpetuarsi degli insegnamenti tramandati agli Assiri, ai Babilonesi, ai Greci ma, soprattutto, agli Antichi Egizi. Mi è stata mostrata la mitra con il disco solare, il copricapo che tutte le Guide hanno indossato e che ancora indossano, poi sono stata condotta di fronte ad una Piramide, l’Unica, quella da cui hanno avuto origine tutte le altre e che o non è stata ancora scoperta o viene sottovalutata per aspetto e dimensioni: è più piccola rispetto alle altre, poco appariscente, situata in un luogo desolato e senza alcuna caratteristica apparentemente interessante. Eppure, da quella Piramide scaturisce un’Energia intensa, una scarica elettrica così forte da collegare la nostra intera storia e tutte le vite vissute dagli albori dell’umanità ad ora… e anche oltre.

Sul mio capo ho avvertito una sensazione di calore molto piacevole: non erano le mani di una sola persona, ma forse di due o tre insieme che mi davano pace e tranquillità. Continuavo a vedere il Re e la donna carismatica (non credo affatto si trattasse di una sacerdotessa, quanto, piuttosto, di un collegamento molto importante e con un potere mentale immenso), poi mi sono stati mostrati dei simboli, un codice fatto di scritte che non ho mai visto, segni incisi nella pietra tuttora mai decifrati. Suppongo che qualcuno li abbia trovati ma non sia stato ancora in grado di decodificarli. In quei simboli c’è un messaggio importante, il linguaggio primordiale che ci ha resi ciò che siamo e che ha modificato in parte il nostro codice genetico. Noi siamo strettamente connessi a quei simboli ed essi fanno parte di noi. Non li ho trascritti, quindi non ricordo quali fossero, sebbene rimandassero molto alla scrittura lineare di alcune antiche civiltà.  Mentre ricevevo queste informazioni, ho domandato il significato dei segni particolari e mi è stata mostrata di nuovo la Piramide, sempre insieme al disco solare della mitra.

Poi, quasi come se fosse un dono, mi è stata mostrata l’azione del suono, il potere della vibrazione che può portare la guarigione. Non mi è stato detto come ciò avvenga: ho solo visto una sorta di braciere fatto in bronzo scuro, poco profondo e molto appiattito, di almeno un metro di diametro. Ho visto le figure regali abbassarsi su questo piatto sollevato da terra tramite una struttura molto semplice che non si inseriva sotto il suo centro. Questi uomini e donne (ma il sesso aveva poca importanza poiché avevano pari dignità) si sono chinati, cominciando a soffiare nella cavità e ad emettere dei suoni con la voce, non come noi li intendiamo, ma come se essi fossero rumori di fondo, infrasuoni o ultrasuoni, qualcosa che solo in pochi, sulla Terra, sanno riprodurre. I soffi e le vibrazioni sonore creavano un rimbalzo energetico da una parete all’altra del piatto, e l’onda provocata da questo sistema apparentemente di facile realizzazione era in grado di rigenerare il corpo e la mente dell’essere umano o di qualsiasi creatura vivente.

Dopo questa lunga visione, mi è stato detto che, per il momento tutto ciò che avevo ricevuto poteva bastare, ma mi è stato chiesto di condividerlo affinché altri potessero comprendere e integrare con le loro esperienze: queste persone venute dallo Spazio, insieme alla loro storia che si compenetra profondamente nella nostra, vogliono che si sappia di quanto essi siano vicini e di quanto altrettanto vicino sia il loro ritorno. Stanno radunando un gruppo di persone scelte alle quali affidare le chiavi di un codice mai svelato. Lo fanno per uno scopo ben preciso ma non mi è stato detto quale. Scelgono chi ha già avuto dei contatti con loro, come la sottoscritta molti anni fa, ma non accetteranno chi parla solo di teorie senza aver mai ricevuto il loro sigillo.

Tutto è iniziato.

 

Paola Elena Ferri

 

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