L’IMPORTANZA DEL COLLOQUIO NATUROPATICO

Affronto l'argomento, cominciando da un caso reale. Giovane uomo tra i 30 e i 40 anni, chiede di poter avere un rimedio per “mantenersi in buona salute”. La richiesta è vaga e lo faccio notare: cosa intende per “buona salute”? Ciascuno di noi ha un suo parametro personale, soprattutto se riferito a qualche organo in particolare. Gli chiedo se si riferisca ad un rafforzamento del sistema immunitario e lui risponde che vorrebbe “ammalarsi meno”, per poi specificare di voler risolvere un problema allergico. Chiedo quale tipo di problema sia: alimentare, cutaneo, respiratorio…? Mi accenna alla “rinite” di cui soffre e indago ulteriormente: si tratta di rinite vasomotoria o allergica? Mi chiede spiegazioni al riguardo. E così via.

Potrebbe sembrare un eccesso di scrupolo, ma non è così: quando ci si rivolge ad una figura competente per risolvere un problema che riguarda mente o corpo, spesso, le indicazioni sono vaghe; in più, bisogna distinguere la professionalità dei naturopati tradizionali che si differenzia da quella degli psicoterapeuti e dei medici (anche specialisti). Il naturopata non cura, quindi non può trattare individui che presentino già delle patologie in atto. Ci si potrebbe chiedere: “Ma, quindi, il naturopata si limita a prescrivere tisane o rimedi inefficaci”? E si commette un altro errore: il professionista della naturopatia non può “prescrivere”, ma “suggerire”, “consigliare”, “educare”, “istruire”. E non è una cosa da poco.

Il colloquio naturopatico è accurato proprio per non soffermarsi sui sintomi per i quali i più cercano soluzione immediata. Per esempio: “Dottore, ho mal di testa, me lo faccia passare!” Ma il mal di testa può essere causato da un problema muscolo-tensivo, oppure dallo sforzo della vista o, ancora, da un fattore posturale, e così via. Il tempo dedicato all’indagine è prezioso, perché permette di arrivare alla vera origine del problema. Purtroppo, i medici di base di oggi, si sbrigano in pochi minuti, con ricette veloci e prescrizioni a specialisti, i quali, poi, rimandano al medico curante… e così via; c’è troppa fretta e poca attenzione alla persona, anche a causa dei ritmi veloci e all’aumento di disturbi lamentati. Il naturopata ha il dovere di rallentare, proprio perché non cura: rischiare con la salute di chi ha di fronte è pericoloso per sé e per la persona.

Alla base della pratica naturopatica ci sono questi principi base fondamentali:

  1. Non nuocere;
  2. Agire in collaborazione con il potere "curativo" della natura;
  3. Ricercare, individuare e trattare le cause fondamentali del disturbo;
  4. Trattare la persona usando un approccio individualizzato;
  5. Insegnare i principi di uno stile di vita sano e per la prevenzione.

Secondo il pensiero francese, inoltre, la Naturopatia deve procedere seguendo tre momenti:

  1. Disintossicazione;
  2. Energizzazione;
  3. Stabilizzazione.

Il naturopata è un operatore del benessere che utilizza tecniche e terapie naturali, al fine di migliorare lo stato di salute e la qualità della vita delle persone, fornendo strumenti utili a mantenere lo stato di benessere psico-fisico-sociale. Il suo lavoro si basa su tre funzioni fondamentali:

  1. Educativa: informare sui comportamenti più idonei a raggiungere/mantenere lo stato di benessere psico-fisico;
  2. Preventiva: riconoscere predisposizioni e comportamenti inadeguati che possono favorire l’insorgenza di disturbi;
  3. Assistenza: sostenere la persona nel suo percorso di raggiungimento al benessere, spesso affiancando il medico curante nelle terapie da lui prescritte, con il compito di aiutare a sostenere negli squilibri emozionali.

Il naturopata non fa prescrizione medica e non richiede esami clinici, non formula diagnosi ma sa consigliare dopo un’attenta e lunga valutazione dello stato bioenergetico della persona (equilibrio vitale psico-fisico), anche servendosi di uno o più dei seguenti rimedi naturali:

  1. Integratori alimentari;
  2. Integratori erboristici;
  3. Rimedi floriterapici;
  4. Rimedi fitoterapici;
  5. Oli essenziali;
  6. Oligo-elementi;
  7. Tecniche di rilassamento, meditazione e respirazione;
  8. Aromaterapia, cromoterapia, cristalloterapia;
  9. Disintossicazione e riarmonizzazione naturale;
  10. Insegnamento di tecniche di automassaggio, autotrattamento, autosuggestione positiva;
  11. Educazione ad un corretto stile alimentare;
  12. Gemmoterapia;
  13. Sali di Schussler e apporto vitaminico-proteico;
  14. E molto altro.

La naturopatia si avvale anche di tecniche bioenergetiche, con un’intenzione dedicata al profondo stato di rilassamento da favorire soprattutto nei casi di stress; il naturopata può anche utilizzare strumenti iridologici, magnetoterapici e similari, ma sempre sotto controllo o supervisione medica. Pertanto, un’attiva collaborazione multidisciplinare è sempre auspicabile, soprattutto quando si parla di “benessere”, ciascuno con i suoi compiti preziosi e il valore che ha ricevuto dagli studi intrapresi e conclusi. Il naturopata non ha un’azione limitata, quindi, bensì integrativa, complementare e olistica, nonché fondata sull’ascolto attento di chi a lui chiede ascolto, e questo non può limitarsi a pochi minuti, ma ad almeno un’ora (fino a due, quando avviene il primo incontro). Il contatto seguente deve essere costante, seppur definito, codificato e accettato da entrambe le parti; tutte le variazioni in corso d’opera devono essere vagliate in collaborazione reciproca, al fine della buona riuscita del percorso.

 

Paola Elena Ferri

 

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