I LADRI DI ANIME

L’amore è energia che fluisce in modo circolare, donando e ricevendo, continuamente. È una forza continua, una vibrazione vitale che, se usata nel modo più appropriato, potrebbe dare origine a nuove forme di nutrimento, non solo umane, ma anche tecnologiche. La sua frequenza è così elevata da raggiungere gli abissi più profondi del Cosmo, oltrepassando le dimensioni e tornando indietro, nel punto da cui è scaturita. La sua luce diventa manifestazione fisica in coloro che possono essere definiti come “Angeli Terreni”, individui umani che conservano in sé il ricordo di un’appartenenza celeste; sono creature apparentemente simili a qualsiasi altra persona presente sulla Terra, ma con una limpidezza nel cuore tale da mantenerle integre per l’intera esistenza in Terza Dimensione. Esse potrebbero apparire fragili e, spesso, facilmente influenzabili: la loro ipersensibilità le porta a rimuginare continuamente sui propri errori, aumentando il senso di autocondanna che genera insicurezze profonde. Così, in quegli stati di grande vulnerabilità, possono diventare facili prede di altre creature umane-angeliche appartenenti ad una specie molto pericolosa: i Ladri di Anime.

I Ladri di Anime appartengono ad entrambi i sessi ma, generalmente, sono esponenti di sesso maschile; potrebbero assomigliare a Vampiri Energetici, sebbene questi si nutrano “solo” di emozioni, energia psichica e vitale: i Ladri di Anime, al contrario, scelgono di andare oltre queste frequenze da loro considerate “minori” (poiché appartenenti alla Razza Umana), dedicandosi a chi discende da una Stirpe Angelica o, in qualche modo, ne rechi in sé qualche traccia. La luce emanata da queste creature è simile a quella che attrae gli insetti più fastidiosi di una lunga notte d’estate e, quando esse si trovano in condizioni di forte vulnerabilità (soprattutto durante i cambiamenti tipici di ogni esistenza umana), questa luce perde il suo potere difensivo, raffreddandosi a tal punto da poter essere oltrepassata da coloro che appartengono all’oscurità. Privati del loro scudo naturale, gli Angeli Terreni si ritrovano con l’Anima messa a nudo, fatalmente esposta agli attacchi di chi sta perdendo la sua o l’ha già persa: questo senso di perdita avviene in seguito a profondi traumi dell’infanzia, periodo in cui la maggior parte degli Esseri Umani conserva, in sé, sfumature di ricordi angelici, sebbene di differenti livelli; si tratta, infatti, molto spesso, di altri Angeli Terreni con una fragilità interiore che qualcosa di oscuro ha colmato per permettere loro di resistere a quella sofferenza intensa. Così, le caratteristiche malvage appartenenti agli Oscuri (ombre senza volto e corpo, pronte ad intervenire nei momenti di maggior sconforto dell’Essere Umano) si sono mescolate nell’essenza angelica, contaminandola profondamente.

I Ladri di Anime hanno stretto un Patto molto preciso con chi (o cosa) ha permesso loro di provare sollievo nel dolore: hanno chiuso le porte al mondo, allontanato tutte le persone che li amavano di più ma, soprattutto, quelle che, tra loro, non avevano alcun timore nel manifestare sentimenti e debolezze; hanno rinnegato ogni legame, privandolo di ogni significato, e hanno scelto di vivere in solitudine, spesso senza sviluppare (almeno apparentemente) alcuna dipendenza verso sostanze ma, soprattutto, persone. Potrebbero decidere di mostrarsi con un’immagine integerrima nei confronti delle creature più fragili che, a tratti, amano e, a tratti, disprezzano. Il loro sguardo è profondo, poiché scrutano l’interiorità di ogni essenza, al fine di scovare quell’anima (spesso più di una) in grado di nutrirli. Il loro aspetto è molto curato in modo quasi maniacale, e si dedicano alla cura dell’aspetto fisico come se fosse un culto. Vivono con il ricordo di un’immagine che seguono con insistenza, un’anima a loro connessa e verso la quale provano un’attrazione irresistibile: è quella cui appartenevano, forse in molte altre vite, l’unica con la quale sciogliere il vero nodo della loro esistenza apparentemente perfetta; in genere, si tratta della persona che essi hanno ucciso e, in una di queste vite, la vittima li ha vincolati al perdono eterno, solo se si fossero incontrati e riconosciuti in una nuova esistenza.

I Ladri di Anime si cibano della Frequenza Angelica che gli Angeli Terreni emanano nei momenti bui della loro vita umana; se trovano quell’anima che li ha vincolati alla ricerca del perdono, provano emozioni intense e contrastanti: da un lato, la desiderano vincolare, a sua volta, in un legame eterno di finto amore, quello che essi non sono in grado di provare appieno; dall’altro, provano un odio viscerale quando essa ritrova la sua luce, facendola splendere così intensamente da accecarli. In quel momento, potrebbero arrivare ad annientarla fisicamente, attribuendole ogni colpa per il loro folle gesto. L’unione potrebbe risanarli, se si soffermassero sul vuoto che ha invaso il loro cuore, ma significherebbe accettare di non apparire più così perfetti, sciogliersi nelle emozioni di cui hanno molta paura, fino a sembrare deboli di fronte al mondo: un annientamento di sé tale da terrorizzarli al punto di renderli ancora più pericolosi. I Ladri di Anime conoscono quell’amore che il Patto Oscuro ha spento nel ricordo; la scelta di seguirlo è legata alla consapevolezza che la sofferenza della Morte dell’Ego porta con sé: affrontarla nelle sue sfumature più dolorose equivale allo scioglimento di quel Patto, ma la sua forza anestetizzante è così intensa da impedire loro di voler percorrere quel cammino interiore a ritroso nel ricordo.

Il solo antidoto per i Ladri di Anime è lo scioglimento di ogni promessa passata e la dedica alla preghiera, non importa quale essa sia: rivolgersi alle Creature Elevate delle Dimensioni Superiori permette alla luce di rafforzarsi e di compiere il suo destino nel cuore di chi la sa accogliere. Così, quando l’Angelo Terreno vince il suo momento di insicurezza e torna a risplendere, sa già che il Ladro di Anime si allontanerà, per cercare una nuova vittima, ma mai in modo definitivo: così come accade ai cosiddetti “narcisisti” appartenenti al genere umano, il Ladro di Anime può soltanto rendersi vittima dell’amore per salvare se stesso fino a far dissolvere il Patto Oscuro. Si tratta, tuttavia, di una ipotesi di difficile attuazione: come accade per i Vampiri Energetici, finché non accetterà di osservare i suoi lati posti nell’ombra, continuerà a mietere vittime e ad odiare il mondo in cui vive, alimentando la Maledizione che ha già dentro di sé e condannandosi, consapevolmente, al suicidio eterno.

 

Paola Elena Ferri

 

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