COSTRUISCI IL TUO MAESTRO INTERIORE

Questo articolo è dedicato a chi decide di intraprendere un percorso autonomo, dopo aver compreso l’importanza assoluta del lavoro svolto in prima persona; è dedicato anche a chi, in difficoltà economiche, non può permettersi di seguire corsi o eventi riguardanti la crescita evolutiva che, molto spesso, richiedono un importante esborso di denaro. Cominciamo a creare.

  1. Immagina come deve essere: se uomo o donna, quale fascia d’età, aspetto fisico, modo di parlare e vestire, atteggiamento che deve tenere nei tuoi confronti, e tutto ciò che lo fa diventare reale nella tua mente. Può assomigliare a qualcuno che conosci già, può essere umano o angelo oppure spirito: ciò che conta è che abbia una sua identità e che tu possa sentirlo come tuo, solo tuo.
  2. Immagina l’ambiente in cui ti insegna: immagina se vuoi apprendere nella natura o in una grande città, in una sala o all’aperto, ma anche su una nuvola, nello spazio, in un luogo immaginario che la tua anima fa emergere agli occhi della mente. L’importante è che tu ti senta a tuo agio e che nessuno venga a disturbarvi quando parlate. Perciò, se immagini di essere parte di una platea o gruppo, assicurati che, durante il vostro dialogo, nessuno ascolti e intervenga.
  3. Immagina il tuo essere allievo: decidi il tuo modo di vestire e di parlare, se vuoi stare seduto o in piedi; valuta se preferisci interagire o ascoltare, in prevalenza, e concentrati sulle domande che vorresti porre, sull’intenzione che ti porta a voler conoscere. Non giudicarti e non porre limite alle tue domande iniziali; tuttavia, man mano che crei il tuo setting interiore, scegli le questioni più importanti, tenendo ben presente che i consulti al Maestro Interiore non possono durare troppo a lungo.
  4. Immagina il tempo del dialogo: inizia senza darti un limite (devi immaginare, dapprima, tutto quello che è stato scritto in precedenza e, almeno i primi tempi, ci vorrà un po’, salvo che tu non possieda già una buona capacità immaginifica); dopo due o tre incontri interiori, circoscrivi il tempo da mezz’ora a un’ora, e mantienilo, preferibilmente sempre nello stesso periodo della giornata. Col tempo, riduci l’incontro a pochi minuti ma non avere fretta: le cose avverranno da sé.
  5. Immagina un libro aperto: è quello in cui annotate i punti più importanti della conversazione che puoi riportare su un quaderno, non appena fai ritorno alla tua realtà quotidiana. Le prime annotazioni potrebbero non sembrarti molto rilevanti, ma fidati del tuo Maestro Interiore: lui sa bene cosa sta facendo e tu puoi rilassarti e lasciare che sia lui, a decidere, in base a come tu l’hai ideato all’inizio.
  6. Immagina un rapporto speciale tra di voi: senza giudicare, decidi il tipo di relazione che può intercorrere tra di voi, col tempo. Amicizia, amore, rapporto professionale, conoscenza temporanea… ciò che la tua anima decide è giusto. Immagina come vi lasciate alla fine di ogni incontro, come comunicate tra un incontro e l’altro, se lui ti sostiene anche quando vi salutate alla fine del dialogo, se ti concede altri tipi di contatto. Potrebbero essere tecnologici, epistolari, magici, angelici, in base a ciò che hai costruito in precedenza.
  7. Immagina la durata degli incontri: potresti stabilire sin dall’inizio che si tratterà di pochi incontri, oppure puoi decidere di non porre un limite e di lasciar fare al naturale e volversi delle cose. Potresti immaginare di prenderti una piccola pausa da lui, finché sarai in grado di camminare con le tue gambe, per poi ritornare e fargli sapere come stai, che cos’hai fatto in quel tempo del distacco, i tuoi progressi e tutte le cose della vita che ti sono accadute, anche le più semplici. Decidi tu, quando sarà arrivato il momento del distacco definitivo, ma datti la possibilità di non lasciare quel Maestro finché non ne avrai trovato un altro, con le stesse modalità.
  8. Immagina la giusta retribuzione: un Maestro non dà niente per niente, perciò non dimenticarti di remunerarlo in modo adeguato, con soldi immaginari oppure con ciò che l’ambiente e il contesto ti suggeriscono e ti forniscono. Non preoccuparti: non sei a mani vuote e il tuo Maestro Interiore non ti giudica per quanto dai. Ricorda che, tra i Nativi, chi si recava dallo Sciamano e non possedeva molto gli porgeva del semplice tabacco per la pipa!
  9. Immagina di gratificarti: recarsi da un maestro con regolarità richiede coraggio nel mettersi in gioco; così, gratificati per il lavoro che stai svolgendo nella tua anima ma, inizialmente, fallo nel setting che hai costruito per i vostri incontri formativi. Resta finché ti sentirai abbastanza forte da ricompensarti anche nella tua vita quotidiana, senza esagerare nella gratificazione; se dovesse accadere, tuttavia, non condannarti: chiedi un incontro extra col tuo Maestro Interiore, non appena puoi, e fatti consigliare da lui per il meglio.
  10. Immagina la piena fiducia: fidati ciecamente del tuo Maestro Interiore, perché agisce solo per il tuo bene e non ti giudica, non ti colpevolizza, non ti fa mai sentire nell’errore irrisolvibile. Ogni passo presuppone tempo e voi sapete di averne finché la formazione non sarà terminata. Se ti rendi conto di avere bisogno di altri incontri, oltre a quelli che avete pattuito all’inizio, chiedi questa possibilità al tuo Maestro Interiore e trovate, insieme, una modalità che integra quanto già in atto. E continua ad avere fiducia in chi si fida altrettanto ciecamente di te.

Importante: non restare troppo a lungo nella dimensione dell’anima, perché la vita deve essere vissuta quale prova della messa in pratica di ciò che ti viene insegnato. Gioca, semplicemente, con le tue opportunità nascoste: avrai modo di conoscere quanta sapienza possiedi, quella sapienza che hai solo bisogno di guardare negli occhi del tuo Maestro Interiore.

 

Paola Elena Ferri

 

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