CERCATORI D’ORO

Chi di noi, almeno una volta nella vita (nel mio caso, anche di più), non ha desiderato di avere qualcuno vicino, non importa il tipo di relazione? Se è vero che l’essere umano è un animale sociale, credo che tutti noi possiamo dare una risposta affermativa alla domanda. Ma poi, quanti hanno avuto la sensazione che quella conoscenza fosse “giusta”? Scommetto che la maggior parte mi potrebbe raccontare di esperienze negative che hanno segnato il desiderio di avere relazioni future. Forse, molti potrebbero aggiungere di aver pensato: ma chi me lo fa fare, visto che sono sempre io, a dare? Beh: se è vero che “chi trova un amico trova un tesoro” e che, di conseguenza, trovare un’anima gemella affine è ancora più complicato, credo proprio che le ripetute delusioni abbiano potuto scoraggiare i più.

Ma c’è un modo per uscire da questo circolo vizioso che ci fa conoscere le persone sbagliate? Per rispondere, mi avvarrò di una metafora. Immaginiamo di essere dei veri e propri “cercatori d’oro” che desiderano le pepite più preziose: chi di noi si accontenterebbe di molti miseri sassolini? Nessuno, credo. Eppure, nelle relazioni, molti fanno così: accettano ciò che arriva con estrema facilità, solo dopo aver intravisto qualcosa che “luccicava”, quella parte infinitesimale illuminata dal sole che, però, non è mai sufficiente. Nessuna pepita umana, solo sassolini che non fanno per noi, persone che non condividono quasi niente ma che sono lì, perché ci sono. E basta.

I veri “cercatori d’oro” si attrezzano di tutto punto e, armati di tantissima pazienza, si avventurano nei posti in cui sanno che troveranno ciò che cercano. E non sono mai luoghi facili da raggiungere, spesso molto solitari, dislocati su terreni infami che potrebbero scoraggiare chiunque! Eppure, per quell’unica pepita, questi “cercatori” sono disposti ad un viaggio che, spesso, si conclude con il vuoto tra le mani. Senza perdere mai la speranza, essi cercano altrove, setacciando e attendendo con fiducia, perché sanno che, prima o poi, ciò che cercano verrà da loro: essi ci mettono solo l’impegno che serve per rendersi disponibili ad accogliere il premio che ripagherà tutti i loro sforzi. E sarà un grande premio.

Vale lo stesso, quando desideriamo che qualcuno entri nella nostra vita: se affrettiamo i tempi o, peggio, se ci accontentiamo del “primo venuto”, inevitabilmente, resteremo insoddisfatti; ci presteremo ad un gioco che, prima o poi, finirà, perché basato su un capriccio istintivo, non su un reale desiderio scaturito dall’anima. Viceversa, se ci diamo il tempo che serve per conoscerci, potremo stabilire la reale autenticità di quella relazione. Un po’ come dire “per aspera ad astra”, sebbene attendere sia molto difficile: quando si aspetta qualcosa che si desidera con tutto il cuore, il tempo sembra eterno e, spesso, la speranza potrebbe venire a mancare; eppure, è un impegno dell’anima che vale la pena di essere vissuto, mentre continuiamo a prepararci al meglio, nella nostra esistenza quotidiana, come se riordinassimo la nostra casa e imbandissimo la tavola per accogliere l’ospite gradito che, sicuramente, arriverà.

I viaggi degli eroi sono costellati da prove infinite che, alla fine, li vedono trionfare su chi ha voluto tutto e subito, prima. Sì: sono viaggi sempre molto difficili che sfibrano anche le persone più pazienti. Eppure, chiunque sia consapevole del proprio valore, sa anche che non può e che non si deve accontentare. Questo non significa che dovremo respingere tutti: alla fine, anche gli altri stanno percorrendo il nostro stesso viaggio. Dobbiamo solo comunicare ciò che desideriamo per noi e attendere la risposta di chi ci è davanti: se le intenzioni e i valori sono i medesimi, col tempo, la costruzione porterà ad una relazione duratura, qualsiasi essa sia.

Siamo cercatori d’oro: cerchiamo chi, tra le persone, brilla insieme a noi. Perché l’oro non possiede una sola sfumatura, così come l’essere umano non può omologarsi in un unico standard definito. Siamo come impronte digitali: facenti parte lo stesso sistema organico, sì, ma inconfondibili… unici. Ed è così che dobbiamo cercare: sapendo che possiamo accogliere chi vede la nostra unicità. E viceversa. Nell’attimo stesso in cui prendiamo coscienza dell’importanza che la nostra ricerca reca con sé, capiremo che nessun viaggio può andare sprecato, perché le nostre forze sono preziose ancora più di quanto sia la scoperta stessa. Poi, quando tutto avrà luogo, ci sarà un altro tipo di impegno: quello di saper mantenere la relazione intrapresa, con la stessa visione dell’inizio. Quella che ci ha portato alla ricerca di chi, nel suo manifestarsi, ci ha permesso di vedere l’oro dentro di sé.

 

Paola Elena Ferri

 

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