45 ANNI – TI RACCONTERÒ

Ti racconterò di quella bambina che, spensierata, si affacciava alla vita con curiosità e che tutti, in famiglia, chiamavano “principessina”: era una creatura felice, forte, pronta a vivere con il bagaglio che portava con sé dal Cosmo, la sua vera casa.

Ti racconterò di come la bambina cresceva, nel tormento di una solitudine fatta di consapevolezze che non avrebbe potuto condividere con nessuno: chi avrebbe potuto comprendere il suo piccolo linguaggio alieno? La sua sensibilità era così grande da spaventare chiunque ne venisse a conoscenza, fino ad allontanarla senza un motivo apparente.

Ti racconterò di quella bambina che non voleva crescere, perché il mondo degli adulti era spietato e privo di sogni: un deserto così arido di emozioni l’avrebbe spenta ancora prima di sbocciare; così, cercava di ritardare il momento del suo volo, poiché sapeva che sarebbe stato ancora più solitario.

Ti racconterò delle sue prime, piccole vittorie, di quella musica che la trasportava in una libertà sconosciuta a questo mondo, del mondo artistico che le dava una speranza di cui il suo passato l’aveva privata, e della finzione scenica che, in modo insperato, le permetteva di conoscere una nuova parte di sé.

Ti racconterò dei suoi amori sofferti, delle ferite di abbandoni, tradimenti e rifiuti: quelle cicatrici profonde segnavano la sua anima in modo indelebile, prostrandola ogni giorno di più, privandola di quell’amore che aveva portato con sé, dal Primordio, un amore rinnegato da molti, calpestato nel destino, sporcato dalle fragilità umane che diventavano ombre sul suo cammino.

Ti racconterò del suo dolore di non essere diventata madre, un desiderio che avrebbe voluto esaudire ma che era la sola a provare: aveva dimenticato se stessa come moglie e amante; col passare del tempo, si era trovata a dover rinunciare anche alla vita che avrebbe potuto donare ad un’altra creatura. Una voragine che dilaniava la sua anima, rendendola simile ad un abisso.

Ti racconterò dei sacrifici che faceva per sopravvivere, delle molteplici rinunce, dei suoi sogni che, goccia dopo goccia, la lasciavano in preda ad una sete incontrollabile, mentre la sua anima si svuotava e il suo corpo la seguiva nell’infelicità.

Ti racconterò dei suoi doni extrasensoriali, delle consapevolezze che incrementavano, nel tempo, allontanandola ancora di più dal mondo terreno che non la comprendeva, non la accettava e, soprattutto, non le permetteva di migliorarsi, quasi come se il suo modo di essere fosse una condanna eterna che nessuno voleva avere con sé.

Ti racconterò del suo difficile distacco da un amore concluso nei contratti, della ricerca di un nuovo nido, tra i tanti già segnati dal suo viaggio infinito, dell’inizio di un nuovo capitolo della sua vita, mentre compiva 45 anni.

45 anni…

Ti racconterò della sua angoscia, in una solitudine ancora più profonda, in una consapevolezza di non poter più sperare nella felicità, mentre la società le impediva di ricominciare a lavorare, quasi come se, bambina in un corpo di donna adulta, fosse simile ad un fiore appassito, senza più profumo.

Ti racconterò del suo corpo che cambiava e che non era più in grado di dare la vita con tanta facilità, mentre l’amore sembrava allontanarsi da lei, inesorabilmente, insieme alla speranza di potersi dare nuove prospettive per un futuro di sogni maturi, fatti di quiete a lungo bramata, dopo tanto peregrinare.

Ti racconterò di quell’incontro inaspettato, di quell’anima che l’aveva riconosciuta attraverso le Dimensioni, della visione lucida di ciò che, un tempo, appariva solo simile ad un sogno lontano: quell’uomo che giungeva fino a lei, sembrava portare con sé il seme di una speranza diversa, fatta di un ciclo di vita ricco di nuove possibilità.

Ti racconterò della sua consapevolezza di non poter dare più nulla, se non ciò che rimaneva del suo cuore: quella bellezza di un tempo si era allontanata da lei, lasciandole solo tracce di un volto e di un corpo che il tempo stava segnando e che, inesorabilmente, l’avrebbe portata via da quell’unico amore per il quale aveva resistito, per così tanti anni.

Ti racconterò dei suoi molteplici sensi di colpa, del suo sentirsi sbagliata e inadeguata, del suo essere troppo infantile nonostante l’età, delle sue paure di non piacere, delle sofferenze nel recare sofferenza, delle notti insonni in compagnia dei pensieri.

Ti racconterò di quella bambina che si risvegliava dentro di lei, giorno dopo giorno, insieme alle ferite che portava con sé, mentre il tempo passava e lei assisteva ad una vita diversa, dove lei non avrebbe più potuto programmare nulla, bensì solamente accogliere nuove lezioni di un tempo differente, simile ad un riscatto parziale.

Ti racconterò… ti racconterei. Ma ora tocca a te, con le tue parole, a scrivere una storia nuova. Insieme a lei, finché lo vorrai; dopo di lei, quando non ci sarà più. Racconterai di ciò che fu, un tempo, e di quanto il tempo cambiò le cose, chiudendo le pagine di un libro già letto ed iniziandone un altro.

 

Paola Elena Ferri

 

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