SENSITIVITA’ – LA “CANALIZZAZIONE” E I SUOI SEGRETI

02.03.2016 20:18

 

Scrivo questo articolo in seguito alle numerose richieste che mi sono pervenute tramite e-mail e messaggi. Il mio intento è fornire alcuni semplici consigli che permettano di attuare una corretta canalizzazione o, laddove si trattasse solo di un’autosuggestione, di comprendere e accettare che essere semplicemente umani non significa avere di meno ma, semplicemente, una missione diversa da compiere nella propria vita. La mia speranza è quella di poter offrire uno spunto anche per chi mi chiede sensazioni su cose facilmente risolvibili e che non richiedono l’intervento di nessuno, se non della propria autostima e nella fiducia delle capacità che ci sono state date.

Vediamo insieme punto per punto:

  1. Sensitivi si nasce, non si diventa: A parte rare eccezioni, la capacità di percepire qualcosa di extrasensoriale si manifesta sin da quando si è molto piccoli e prosegue con gli anni, affinandosi. Chi dice di averla scoperta in seguito a traumi particolari o situazioni che hanno determinato il corso della sua esistenza, sta semplicemente ricordando ciò che possedeva sin dall’inizio ma che, durante la crescita, è stato soffocato.
  2. I bambini sono le anime più recettive: Bisogna sempre imparare da solo perché non hanno filtri. Noi adulti siamo bombardati di comunicazioni massive che amplificano le nostre suggestioni o spengono le nostre speranze. L’errore più grave che facciamo è cercare di far crescere in fretta i nostri figli per farli diventare freddi e aridi come noi, invece di continuare ad essere limpidi e diretti come loro.
  3. Le percezioni non devono mai essere forzate: Non si sente a comando, perché tutto arriva quando deve. Chi risponde senza indugio a domande poste, magari, con scambio di denaro, è tutto tranne che una persona sensitiva. Non è possibile stabilire quando l’intuizione arriverà, né se arriverà: c’è sempre una mente superiore che decide quando e come intervenire, favorendo l’ispirazione profonda.
  4. Si può essere sicuri di ciò che si sente dopo un lungo cammino: Questo deve necessariamente essere spirituale, psicologico, autocritico, e non deve mai dimenticare la nostra appartenenza terrena fatta di quotidianità e di assenza di percezioni. Siamo esseri umani che vivono nel mondo, non asceti che vivono nel silenzio e nel digiuno, spesso autosuggestionandosi con allucinazioni dovute alla solitudine e alla mancanza di nutrimento.
  5. La vita è fatta di poche gioie e molte prove: E questo vale per tutti. Bisogna imparare ad accettare anche i periodi più cupi, quelli in cui non si riceve alcuna risposta e si è abbandonati da chi si riteneva fossero amici, proprio perché, mentre si muore dentro, si sta rinascendo a nuova vita con delle consapevolezze superiori. In quei momenti, molte persone tendono ad affidarsi a chi credono possa saperne di più, senza comprendere che la vita pone sulla loro strada queste prove proprio per rafforzare la loro motivazione e l’autostima. Non hanno bisogno di conferme: è già tutto di fronte ai loro occhi.
  6. L’ego non deve mai prevalere: Nessuno è maestro di nessuno. Siamo qui per condividere ciò che sappiamo e che non dobbiamo tenere per noi. Chi crede di non aver più nulla da apprendere, sbaglia. Soprattutto, sbaglia chi non ammette semplicemente di non avere delle risposte di fronte a delle richieste sterili, nel timore di poter perdere qualcuno che, a sua volta, possa confermare i doni che ha ricevuto. Mettersi in discussione è basilare e far presente la propria umanità lo è altrettanto.
  7. Le conoscenze non devono essere nascoste: Ho avuto a che fare con persone che mi hanno detto: «Non possiamo rivelare nulla, così dicono i Maestri; quindi, non possiamo dare in mano ad altri ciò che sappiamo». Vorrei capire chi sono tali guide che, consegnando un dono a chi dovrebbe aiutare gli altri, chiedono imperativamente il silenzio. Si dà ciò che si ha, senza mezze misure. In alternativa, è meglio evitare di spacciarsi per chi non si è.
  8. La visione avviene attraverso sogni notturni e visioni diurne: I sogni notturni sono più vividi ma richiedono molta prudenza perché, di notte, la nostra attività cerebrale non si spegne e si elaborano i problemi della nostra vita odierna. Le percezioni diurne non devono essere alimentate dallo stato d’animo esasperato in positivo o in negativo e non devono contenere proiezioni psicologiche della nostra mente. Il discernimento è d’obbligo in entrambi i casi ma non ci sono un orario né una modalità prestabiliti per ricevere i messaggi.
  9. La persona sensitiva ha le stesse fragilità di tutti gli altri: Sfatiamo un mito che imperversa. Abbiamo pregi e difetti, forze e debolezze che non dobbiamo vergognarci di ammettere a noi stessi e agli altri. La consapevolezza di essere creature umane e non angeli incarnati ci permette di conservare quell’umiltà indispensabile per metterci a disposizione del prossimo.
  10. Quando si parla di guarigione, ci si riferisce all’anima: I miracoli vengono compiuti molto raramente e solo da poche persone. Quelli riconosciuti si contano sulla punta di poche dita. Chiunque abbia una malattia molto seria non può aspettarsi la guarigione del corpo ma la liberazione delle paure e, magari, il miglioramento delle proprie condizioni. Un’anima in disarmonia con se stessa è in grado di provocare disagi fisici importanti ed è necessario che essa venga nutrita con l’Amore Incondizionato.

E’ probabile che, nella lettura del titolo, qualcuno abbia pensato di poter ricevere delle risposte particolari e ne sia rimasto deluso… ma questa è la realtà. Tendiamo ad affidarci a chi pensiamo possa conoscerci meglio di quanto conosciamo noi stessi e ci dimentichiamo che i primi maestri siamo noi. Impariamo da ogni piccolo traguardo e anche dalle prove più dure ma, spesso, decidiamo di ignorare l’istinto che sa perfettamente che cosa sia giusto o sbagliato per noi, se seguito dalla ragione consolidata dai propri valori. In un film di molti anni fa, La Storia Infinita, il lupo Gmork, servitore del Nulla, ci ricordava già una grande verità: è facile dominare chi non crede in niente. Perciò, per quante risposte si possano dare, per quanti consigli si riescano a chiedere, per quanti contatti o messaggi si desideri scambiare, la cosa più importante rimane una: il nostro equilibrio interiore che già sa che cosa sia bene per noi. Tutto il resto, le doti extra sensoriali, le canalizzazioni, la trascrizione dei messaggi, la comunicazione di ciò che viene percepito, sono un corollario di conferme spesso inutili di qualcosa che già sappiamo. L’unico momento in cui queste rivelazioni diventano importanti è quando esse, senza lasciarsi condizionare da quelle altrui, si integrano a vicenda e provocano un reale cambiamento positivo nella vita di chi le riceve e di chi le dà. Tale cambiamento presuppone una rinnovata indipendenza e una nuova consapevolezza di potercela fare da soli, in ogni istante, perché non siamo mai abbandonati a noi stessi e perché ciò che conta davvero è il calore umano che ci diamo reciprocamente e l’amore che mettiamo nell’onestà di ogni nostro compito in questa vita. Non ci è richiesto altro che amarci e ascoltarci. Quando si sviluppa l’ascolto, tutti sono in grado di canalizzare la risposta che cercano. Per tutte le eccezioni, il discorso sarà approfondito in un altro articolo.

Paola Elena Ferri