MESSAGGIO DELL’AQUILA – IL RICHIAMO DEI GUARITORI

27.03.2016 20:07

L’Aquila in volo è stata attaccata pesantemente nella sua missione di pace. L’Aquila è stata ferita ma non morirà. L’Aquila curerà le sue ferite e punterà di nuovo verso il cielo, fino a raggiungere le vette più alte da cui osservare l’Uomo e gridare a gran voce il suo messaggio. L’Aquila è l’eterno fluire degli eventi che presto giungeranno a compimento ma che chiedono che l’Essere Umano non stia fermo a guardare, soprattutto se è stato insignito di un ruolo che prevede una missione di Unione e di Amore che può sanare il mondo.

Il messaggio diventa più chiaro man mano che la voce dell’Aquila si avvicina: si radunino gli Operatori di Pace, i Guaritori delle Anime, affinché, attraverso i Sigilli che essi hanno impresso sin dall’inizio della loro missione, custodiscano la vita degli Esseri Umani e del luogo in cui essi vivono. Non si facciano distinzioni di credo, convinzioni e religione: l’esistenza non può e non deve essere catalogata, classificata e nemmeno condivisa appieno, se non, in quest’ultimo caso, nell’empatia che accomuna chiunque operi per il Bene Supremo. Si costituiscano Cerchi di Guarigione dove si offre se stessi e la propria Luce in protezione dell’innocenza. Si mantenga lo spirito intatto nella fermezza del proprio compito, fino all’ultimo, anche se i venti tempestosi sferzeranno la volontà ed essa sembrerà vacillare. Non si allontani da sé tutto ciò che può far riconoscere la Tenebra, poiché non si sarebbe in grado di riconoscere il bagliore del Sole che nutre la vita senza mai riposare.

L’Aquila si posa sulla vetta, per chiamare a sé chiunque sia stato risvegliato nella Coscienza Cosmica, chiedendo che il Patto di Alleanza sia rispettato. Non ci si fermi di fronte al terrore ma nemmeno si fugga da esso, cercando di evitarlo: non si può essere Operatori di Pace se non ci si mette nei panni dell’altro, se non si prova la sua sofferenza, se non si muore dentro insieme al mondo che viene ferito dagli attacchi della Tenebra. Non si scappi al cospetto del nemico ma lo si affronti col coraggio della Volontà Suprema che porta in sé la Creazione. Ci si erga come Scudi di Fuoco che custodiscono il Pianeta e i suoi abitanti, in un Cerchio infinito che non si può e non si deve mai spezzare. Si combatta con l’Umiltà, l’Amore, la Pace, il Rispetto, l’Accoglienza, la Tolleranza, ma non ci si scoraggi se il limite umano prevarrà col suo giudizio: ci si rialzi ancora, la testa rivolta verso l’alto, e si riprenda da dove tutto si è interrotto, poiché nessuno è scevro dall’errore ma tutti hanno la possibilità di rimediare.

Nessuno sia maestro: chi è in grado di sapere che cosa si cela nell’ignoto in continuo mutamento, se non nell’ora della sua morte? Ci si ponga di fronte all’ignorante come se non si conoscesse neppure il proprio nome, ci si ponga al servizio che non chiede nulla in cambio se non la Vita stessa, ci si ponga al livello del suolo per non credere di essere già stati elevati. Più grandi sono gli insegnamenti ricevuti, più sarà richiesto di mantenere integra l’umiltà che non si pone al centro del Cerchio, ma sta ai suoi margini, poiché il suo ruolo è quello di preservare, proteggere e custodire, non farsi acclamare da chi, smarrito nell’animo, è pronto a seguire ogni cosa senza aver conosciuto e vissuto la sofferenza in ogni sua dimensione. Chi è davvero in grado di spiegare la gioia se non ha pianto con il mondo, se non ha gridato con esso, se non si è sentito morire dentro per ogni Anima che ha subìto uno sgarbo, finanche a perdere la vita?

L’Aquila chiama a sé i Guaritori da ogni parte del mondo e chiede che escano allo scoperto, che si manifestino alle genti, che diano ciò che hanno ricevuto e si mettano a disposizione di ogni Essere Umano, a titolo gratuito: nessuno ha ricevuto la Vita in cambio di un corrispettivo in denaro e nessuno può venderla a caro prezzo, poiché essa non può essere monetizzata. Chiunque decida di quantificare economicamente ciò che ha ricevuto in dono gratuitamente, perderà per sempre ogni potere che ancora mantiene viva una fiammella dentro il suo cuore. Diventerà servitore della Tenebra, poiché in essa è nascosta l’avidità che respira in ogni istante e non cessa di tentare. Ci si doni col Cuore e mai con la Mente, se non per pianificare la collocazione dei Cerchi di Luce che si chiede di costituire con forza sempre maggiore: solo in quel caso, sarà necessario che il senso pratico faccia udire la sua voce per l’organizzazione dei raduni. Non si tenti di prevalere l’uno sull’altro: si creerebbe solo il caos e il desiderio di primeggiare vanificherà il senso dei gruppi che si costituiscono per un fine comune: la Vita che chiama la Vita.

Non si attenda nel tempo ciò che è già stato consegnato sin dall’alba dei tempi: chi sa, è chiamato a mettere a frutto gli insegnamenti ricevuti. Non si guardi altrove, poiché la semina è già avvenuta. Si nutra ciò che l’Anima conosce ma non ci si ponga come unico esempio da seguire: nessuno è così perfetto da poter essere definito una Guida e nessuno ha cancellato le macchie più piccole che l’Anima nasconde. Nessuno si può ritenere indenne dagli eventi che possono modificare il corso dell’esistenza e nessuno può affermare con certezza che la sua Luce non sarà mai spenta. Si impari a vivere come se ogni giorno fosse l’ultimo ma si agisca affinché il tempo non giunga alla sua fine prima di ciò che è stato stabilito.

L’Aquila grida ancora il suo messaggio ai Guaritori delle Anime e chiede che essi non si scoraggino di fronte ai fallimenti. Nell’Amore si trovano le risposte che la ragione non sa dare e, quando non si ha nulla da dire, il silenzio è l’atto più sublime in cui l’Essere Umano ritrova se stesso, senza mai più perdersi. Il Cuore prevalga anche di fronte allo sgarbo più duro e non si frustri se, dopo una ferita, cercherà di chiudersi di nuovo: ci si conceda il tempo di curare la ferita sanguinante e poi ci si apra di nuovo all’Abbraccio del Mondo che non deve morire ma rinascere a nuova Vita.

La Luce del Cosmo illumina le menti di chi è stato scelto per portare a termine la sua missione. L’Aquila riprende il suo volo, tracciando la strada da seguire. Si compia il destino che l’Uomo ha già scelto per sé, in nome dell’Essenza Suprema che chiede l’Amore e la Pace. Chi ascolta il messaggio del Cielo ha riconosciuto il suo cammino e sa come seguirlo. Il raduno sarà messo in atto nel momento in cui i Guaritori Spirituali adempiranno alle promesse sigillate dal momento in cui quell’Essere Umano è venuto al mondo; quell’Essere Umano che ha sentito il richiamo forte dell’Aquila in volo e che, in essa, ha percepito la vibrazione inconfondibile della sua ferma Volontà, urlare senza indugio il suo «Sì!».

 

ARTICOLO CORRELATO: http://www.paolaelenaferri.info/news/altair-dellaquila-lo-scudo-di-luce-sul-pianeta

 

Paola Elena Ferri