LE TRE VITE

24.02.2016 08:48

Dopo aver approfondito alcuni argomenti riguardanti la realtà della nostra esistenza, ho cominciato a maturare una convinzione supportata dall’intuito che mi ha guidata lungo questa via: noi viviamo tre vite differenti. La prima avviene quando la nostra anima non si è ancora incarnata; la seconda si manifesta con la nostra venuta al mondo; la terza è quella che intraprendiamo quando lasciamo il nostro corpo fisico.

Ho vagliato molte volte l’ipotesi della reincarnazione e ho compreso che, in realtà, tutte le anime portano con sé il bagaglio delle memorie degli avi, ricordi che riaffiorano in qualsiasi momento e che viviamo come dei déjà-vu. Siamo strettamente connessi l’uno all’altro, legati da un filo che ci permette di riconoscerci poiché siamo parte di un’unica Essenza. Questo ci porta a rivivere continuamente anche i nodi del passato dei nostri ascendenti, e noi stiamo vivendo un tempo in cui siamo chiamati a sciogliere ogni legame con tutto ciò che frena la nostra evoluzione, la materia oscura delle paure e delle ferite non ancora rimarginate, le quali non fanno parte solo della nostra vita ma che ci seguono da generazioni. Sono i traumi che causano la disarmonia nell’Essenza e che, a lungo andare, causano l’insorgenza di disturbi fisici, fino ad arrivare a malattie importanti di cui parleremo in seguito. Questo momento è propizio per arrestare l’avanzata di ciò che si ripete senza portare alcun frutto.

Accetto le convinzioni differenti dalla mia. Sono sempre disponibile ad un confronto costruttivo dal quale trarre altri insegnamenti e mi piace vedere attraverso gli occhi dell’altro. Questa volta, tuttavia, permettetemi di farvi vedere attraverso i miei occhi e di trarre un piccolo spunto di riflessione per un dialogo che non terminerà mai, poiché il mistero della vita e della morte è sempre impenetrabile e affascinante. La mia opinione vuole essere soprattutto uno stimolo per il risveglio delle coscienze, menti e cuori in grado di stabilire una stretta connessione con la Natura e il suo Spirito, il suo eterno fluire nei suoi continui e splendidi mutamenti.

Nella nostra prima vita, l’anima si trova al suo stato larvale. Noi siamo energia, luce pura, armonia del Cosmo e amore. Possediamo già una coscienza ma non esistiamo ancora a tutti gli effetti. Attendiamo con ansia il momento in cui il nostro spirito diffonderà il suo soffio vitale sulla materia e lo facciamo consapevoli di ciò che dovremo affrontare. Scegliamo in modo autonomi anche le prove che dovremo superare, perché vediamo già la mèta futura. Il nostro anelito alla vita terrena è così forte che vediamo solo quello, lo progettiamo, comprendiamo a fondo quanto tutto possa essere utile alla nostra evoluzione e quanto essa possa espandere la nostra luce di guarigione sul mondo. Quando giunge il nostro turno, percepiamo distintamente quell’attrazione inequivocabile che ci darà un corpo mortale ma in grado di respirare l’ossigeno a pieni polmoni.

Inizia così la seconda vita, quella sulla Terra, un’esistenza difficile dove ci troviamo catapultati senza più alcuna difesa. Prima avevamo uno scudo ma ora siamo nudi di fronte alle situazioni. La nostra anima di luce conosce le Tenebre e spesso ne rimane coinvolta. C’è chi decide di porre fine a questa esistenza prima del tempo e chi, invece, segue il suo percorso fatto di spine e profumo di fiori. Chi pone fine alla sua vita smette semplicemente di evolversi, decide di sfuggire al motivo per cui ha deciso di incarnarsi e si ritroverà di nuovo allo stato larvale, a lungo, in attesa di poter essere ammesso alla terza vita.

Quest’ultima è un parto nuovo, l’uscita da un tunnel che, con le sue spire, ci ha stretti in un corpo limitato, magari anche molto malato, senza risparmiarci alcun tipo di sensazione. La vita terrena è una preparazione per la terza vita, quella che raggiunge la nostra vera dimensione, lo scopo iniziale per cui abbiamo lottato sin da quando attendevamo di incarnarci. Arricchiti di nuove esperienze, noi comprendiamo il vero significato dell’Essere e siamo in grado di insegnare, illuminare, ispirare chi è rimasto imprigionato in un corpo solido. Diventiamo simili agli Angeli? No: questi non hanno il compito di incarnarsi, se non in caso di brevi eccezioni e soltanto per darci dei messaggi ben precisi. Ma il loro compito è sempre quello di fare da tramiti tra noi e il Cielo, mentre l’essere umano sperimenta il numero perfetto di vite a sua disposizione.

Ciascuna di queste vite, poi, prevede numerose strade, soprattutto quella terrena, dove il nostro sentiero è tracciato ma possiamo ancora godere del libero arbitrio. Questa è un’arma a doppio taglio: se da un lato ci dà la possibilità di cambiare strada, dall’altro ci mostra tutte le possibili vie di fuga che possiamo percorrere per non realizzare i motivi per i quali abbiamo deciso di incarnarci. In ogni caso, si arriva sempre ad un crocevia che, nel bene o nel male, ci riporta immediatamente sul nostro percorso di vita.

Per concludere: di cose ancora da dire sull’argomento ce ne sarebbero molte ma questa è solo una riflessione iniziale cui possono seguire le proprie esperienze personali. Voi che state leggendo, avete ricevuto un messaggio inconscio che già lavora nella vostra anima e che risuona, in un modo o nell’altro, come un campanello d’allarme. Il risveglio della coscienza sopita o solo concentrata altrove è già presente nella vostra anima. Potete decidere come impiegare la vostra vita terrena ma avete dimenticato coscientemente il tempo a vostra disposizione. Lo avete fatto sapendo ciò cui sareste andati incontro. Ora tocca a voi.

Paola Elena Ferri