LE PROFEZIE DEL NUOVO MILLENNIO – CHE COSA ACCADRA’?

23.04.2016 21:19

Che cosa accadrà alla Terra? Che cosa accadrà a tutti noi? E’ vero tutto quello che leggiamo? Non c’è più alcuna speranza? Ci sarà un’invasione aliena? Che cosa accadrà nei giorni di buio? Chi si salverà?

Queste sono solo alcune delle domande che mi vengono poste continuamente, forse in seguito alla lettura di alcuni miei articoli, forse, ancora, in base a scambi di opinioni avuti con me, o, semplicemente, per cercare in qualcuno una rassicurazione o una conferma al destino ineluttabile. La prima cosa che ribadisco è questa: io non sono un Oracolo e il mio limite sta nell’essere umana, come tutti. Sebbene io possieda una sensibilità spiccata, nonostante io abbia ricevuto informazioni e messaggi importanti, non credo di dovermi assurgere a divinità, né posso pensare di affermare qualcosa che può e deve essere cambiato.

Mi spiego meglio. In molti si pongono domande sul futuro quando esso, in realtà, sta già avvenendo: cataclismi, eruzioni, omicidi, terremoti, distruzioni… Tutto è già immerso nelle Ombre e possiamo solo contemplarlo ogni giorno. Siamo talmente bombardati dai media riguardo alle brutture del nostro mondo da non riuscire più a trovare un motivo per cui sperare e continuare a credere che le cose possano subire una trasformazione. Le anime più deboli si lasciano soggiogare dalla paura, l’arma più potente che la Tenebra possieda e che miete più vittime di quanto possa fare la Morte stessa. L’Essere Umano è costretto a piegarsi a ciò che viene imposto, a sentirsi emarginato o diverso se solo osa affermare il suo pensiero, a subire continui bombardamenti mentali che, lentamente ma progressivamente, lo portano verso la prostrazione interiore che non trova pace, al tormento che chiede continue risposte, all’insicurezza che non viene mai guarita, alla perdita dell’autostima e della coscienza di sé.

Con questo articolo, voglio condividere la mia risposta a chiunque voglia ascoltarla, ben sapendo che potrebbe soddisfare qualcuno ma scontentare qualcun altro. Ma ciascuno ha la sua missione, e io devo portare a compimento la mia.

Sì: anche io so che si realizzeranno eventi sgradevoli, difficili, letali anche per chi è considerato giusto, onesto, testimone autentico di virtù. Sì: molte delle cose profetizzate diverranno realtà e tutto sta già avvenendo, come ho detto all’inizio poc’anzi, e possiamo considerarlo solo l’inizio di un futuro molto più complicato ma altrettanto denso di possibilità ed imprevisti. Sì: vivremo momenti molto difficili in cui arriveremo anche a combatterci tra di noi, a non riconoscerci più come fratelli, ad odiarci come non avremmo mai potuto credere di fare. Sì: dal cielo pioverà fuoco, la Terra sarà sconvolta da eventi di ogni tipo, l’Essere Umano conoscerà la carestia, la solitudine, il freddo, la difficile ricostruzione. Sì: solo alcuni saranno salvati e molti periranno, senza nemmeno un criterio umanamente logico. Sì: in molti perderanno se stessi e si smarriranno, avranno paura, si lasceranno condurre nel baratro e di loro non rimarrà che l’eco nel tempo, un grido agghiacciante che gli eletti ascolteranno e che li farà rabbrividire.

Ma… Nulla è ancora stabilito appieno e tutto è in mano a noi. Non ci viene chiesto di nutrire l’Ombra con la paura, non ci viene chiesto di guardare al futuro con la certezza che soccomberemo tutti, non ci viene chiesto di accettare passivamente quello che in molti predicono come se fosse ineluttabile e noi simili a marionette manovrate da un destino beffardo che si prende gioco di noi. Chi mi conosce sa che l’Aquila sta radunando le genti e che chiede a me di farlo, nel nome dell’Amore Cosmico, in virtù dell’antica Alleanza tra Cielo e Terra. Se l’Aquila chiede questo, significa che la speranza è ancora viva, che tutto è ancora nelle nostre mani, che noi abbiamo il potere di trasformare ogni cosa e di portare nuova vita, che dobbiamo giocarci tutto ciò che abbiamo per lottare fino alla fine, in nome di quell’Amore Incondizionato che ci lega e che ci guida, come un faro tra le nebbie che ci indica sempre la strada.

Chi è l’Aquila? Se lo chiedono in molti. Essi non ricevono una risposta esauriente, eppure, in cuor loro, ne avvertono il richiamo forte, il grido che non può essere inascoltato, la potenza maestosa della libertà che scioglie le catene, l’energia vitale che possiede un magnetismo incomprensibile e verso cui non si può restare indifferenti. L’Aquila è l’animale che vola più in alto nel cielo, un rapace che per molti è stato considerato il più vicino a Dio, l’unico che potesse guardare in faccia il sole senza bruciarsi, l’unico che potesse portare i messaggi all’Essenza Suprema che assume molti nomi ma che, alla fine, possiede sempre la stessa identità. Per molti, l’Aquila è Dio stesso che ci parla attraverso la Sua Messaggera più potente, la quale si serve di ulteriori canali per diffondere il suo desiderio di pace, unione, speranza, rinascita. E nessuno esce mai indenne da questo richiamo autorevole e, al tempo stesso, carico di un Amore che qui, sulla Terra, è impossibile da provare e trovare.

Qual è, la mia risposta, dunque? Ascoltiamo i segni. Viviamo il presente. Nutriamo la nostra felicità e il benessere degli altri. Amiamo senza riserve e perdoniamo gli errori di chi ci ha fatto del male. Perdoniamo anche noi stessi, perché sbagliamo tutti, più volte, e tutti abbiamo sempre più di una seconda possibilità. Diamo forza alla Luce, alla Verità, al Coraggio, alla volontà di trasformare il piombo in oro. Viviamo con forza e non smettiamo mai di combattere in nome di un’Essenza che grida il suo richiamo alle genti e che insiste nel portare la speranza anche laddove non sembra esserci più.

Tutto è stabilito. Niente è compiuto. Quindi, tutto può ancora cambiare.

Non mentirò: non sarà facile. Certe cose sono già scritte. E non mentirò: non tutto è ancora stato scritto e la parte finale della storia è in mano nostra. Sta a noi decidere se seguire la paura, rassegnarci, abbandonarci all’ineluttabilità degli eventi o se continuare a vivere, credere, respirare, fare progetti, creare una forma-pensiero che diventi essa stessa un’Entità così forte da piegare l’Avversario alla nostra Luce interiore. Non ci è stata donata tanta forza per sprecarla. Non abbiamo vissuto prove terribili per arrivare al traguardo e tornare indietro. Non abbiamo ricevuto segni speciali per stendere un velo funebre sulla terra dei morti.

Noi siamo qui per resistere. Noi siamo qui per vivere. Noi siamo qui per costruire.

 

Paola Elena Ferri