LE DIMENSIONI DELL’AMORE – LE ANIME GEMELLE

12.03.2016 20:22

Ritengo sia arrivato il momento di parlare di questo argomento, per aiutare a chiarire molti dubbi che si sono creati nel cuore di molte persone che, pur desiderando l’amore, non riescono a trovare la persona con cui condividere un sentimento, non per un senso di egoismo, non per un’eccessiva idealizzazione dell’altro, non per paura di affrontare la vita di coppia in tutte le sue sfaccettature e nemmeno per la voglia di annullarsi nell’altra persona. Mi riferisco a chi, nella piena consapevolezza di sé, in un perfetto equilibrio mentale, in un atteggiamento altruistico e amorevole, riconoscendo che non esiste la persona giusta bensì quella giusta per sé, si ritrova solo/a, magari dopo aver vissuto relazioni in cui pensava di aver trovato l’anima gemella. Si conserva la coscienza dei propri limiti, il rispetto per le differenze dell’altro/a, l’accettazione della quotidianità che spesso può sembrare banale, il cuore aperto sempre e comunque e la mancanza di paura nel lasciarsi andare. Sono queste, le persone a cui faccio riferimento: non considero chi idealizza l’amore con sogni adolescenziali, chi lo cerca ossessivamente, chi non riesce a vivere la solitudine (anche solo momentanea), chi cerca una via di fuga dal mondo, chi cambia partner per noia, chi crede di essere sempre al centro, e tutte le altre situazioni dove è richiesto un lavoro su se stessi, il quale porti ad una consapevolezza di sé, dei propri pregi e difetti, dei desideri più autentici, della realtà che spesso non può essere compresa ma solo accettata.

Io parlo di una situazione che in pochi hanno già compreso ma di cui, a mio avviso, spesso si parla in modo sbagliato, usando dei termini che seguono la moda del momento e che, tra pochi anni, saranno destinati a perdersi. Affrontiamo la cosa con parole più semplici, anche se per molti tutto questo potrà sembrare un’assurdità. Chi lo vive o l’ha vissuto almeno una volta nella vita, sa di che cosa sto parlando e saprà spiegarlo con parole sue ad altri che, riconoscendosi in ciò che scrivo, troveranno la ragione di tanti presunti fallimenti e si sentiranno, in parte, rincuorati. Sottolineo in parte, e poi ne spiegherò il motivo.

Quanti di voi hanno conosciuto una persona e hanno subito pensato: è lei? E poi hanno vissuto a fine di una storia tormentata, per buttarsi nuovamente tra le braccia di chi possedeva più o meno le stesse caratteristiche del/della partner precedente? In tanti, credo, così com’è capitato anche a me. In modo particolare, nella mia vita ho amato un uomo che sembrava incarnare perfettamente ciò che io vedevo da anni, per poi rendermi conto che la realtà era ben diversa. E’ probabile che anche quest’uomo abbia riconosciuto qualcuno in me, perché si è trattato di una storia relativamente breve e molto intensa ma che si è protratta nel corso degli anni, finchè io ho compreso che tutti i nodi erano stati sciolti. Lui non era più ciò che avevo visto. Io non ero mai stata ciò che aveva visto. Ci siamo riconosciuti nella dimensione sbagliata? Forse. O forse no. A volte è meglio non porsi troppe domande, se non quelle legate alle questioni in sospeso: una volta risolte, esse scompaiono insieme al sentimento che rimane inalterato nel ricordo ma che non esiste più come entità, giacché l’amore è una creatura vivente, palpabile, che crea e dà la vita.

Ora approfondisco l’argomento di cui sto parlando, raccontandovi la mia esperienza di vita: da circa trent’anni, io vedo una figura maschile con caratteristiche ben delineate e che ho anche disegnato. Una figura che è cresciuta con me e che ho cercato inutilmente nella mia vita terrena, su questo piano dimensionale. Inizialmente credevo incarnasse un ideale, poi ho pensato di trattasse di un alter ego, quindi di un’allucinazione, poi ancora di un demone, e via dicendo. Tutte le ipotesi sono state vagliate, senza alcun successo. La mia vita è andata avanti come una qualsiasi altra vita, con esperienze terrene che si sono chiuse tutte. Arrivavo sempre ad un punto in cui qualcosa mancava e, per tantissimi anni, ho creduto di essere io ad avere delle lacune interiori. Il mio amico immaginario della giovinezza mi aiutava a colmarle? Ho cercato di razionalizzare con la mente tutto quello che vedevo, rendendomi conto di chiedere ai miei uomini di diventare come lui, con le stesse fattezze. Le mie pretese erano così alte, dunque? Le mie proiezioni prendevano corpo in qualcosa che non esisteva e che io stessa avevo creato? Ricordo, tuttavia, che qualche tempo dopo averlo disegnato, ho incontrato un ragazzo per la strada, identico alla raffigurazione, persino dei dettagli degli abiti. Ero talmente paralizzata da quella vista da non sapere che cosa fare, così l’ho lasciato andare, camminare sotto la Galleria di Milano insieme ad un ragazzo amico, nella sua misteriosa essenza che diventava tangibile. Ho rimpianto quell’attimo per anni, perché sapevo di aver sprecato un’occasione. Poi, la vita è andata avanti.

Le risposte sono arrivate lentamente, ma sempre più chiare: lui esiste, c’è, ma non è di questa dimensione. Ultimamente, in alcune delle mie canalizzazioni, mi ha anche parlato. Prima di credere verosimile quando mi stesse dicendo, ho vagliato tutto meticolosamente per evitare che fosse la mia mente ad aver prodotto tali affermazioni… ma io mi esprimo in modo molto diverso e molte cose mi sono state rivelate senza che io le sapessi. Lo vedo tuttora, accanto a me, e avverto il suo amore, la sua vicinanza, il suo compito di proteggermi ed insegnarmi e, ogni tanto, gli chiedo anche se non sia un Angelo. Lui non risponde mai a nessuna domanda di questo tipo: mi ha detto solo di ascoltare il cuore, ha aggiunto che non ci sarà mai un congiungimento terreno ma che le nostre anime sono unite, mi ha tenuta stretta a sé, mi ha persino baciata ma non ha mai cercato un contatto carnale come quello umano: gli è impedito di farlo e allontana anche me se io cerco di forzarlo. Il motivo non è poi così strano da comprendere: come può, un essere umano congiungersi con una creatura di una dimensione più elevata? Come può, un essere umano comprendere che l’amore va al di là di tutto ciò che è materia e, nell’elevazione dello spirito, raggiunge il suo culmine, il più bello e il più perfetto, proprio perché non si spezzerà mai?

Ciascuno di noi possiede un’anima gemella in un’altra dimensione. Alcune di esse hanno raggiunto una consapevolezza particolare, pur rimanendo esseri umani fatti di carne e sangue. In genere, però, queste persone si legano difficilmente a qualcuno che non abbia superato i blocchi della Terza Dimensione, non per pregiudizio, bensì perché, bastando a sé stessi, donano senza avvertire il bisogno di ricevere e amano incondizionatamente tutti, senza alcuna distinzione. Le altre anime gemelle sono come la mia, destinate a non incontrarsi mai su questo piano. Come facciamo a comprendere se la ragione dei nostri fallimenti amorosi risiede in questo Legame Cosmico e non nella nostra mente? Come dicevo all’inizio, il lavoro interiore è necessario al fine di poter dare luce alla verità. Questo cammino non è privo di sofferenza e richiede un periodo di solitudine senza la quale non saremmo in grado di comprendere noi stessi, nella nostra piena accettazione. Solo allora potremo capire se, in tutte le persone che abbiamo conosciuto, abbiamo cercato un nostro ideale irraggiungibile o la persona con la quale manteniamo una connessione molto stretta, quella con cui le nostre vite conoscono un vero appagamento e che ci impedisce di vivere una relazione normale con un altro essere umano come noi. Ci vuole una grandissima capacità di discernimento, una critica su sé stessi e sui propri bisogni, una lotta contro i conflitti interiori e il desiderio di fuga da un mondo che non ci calza a pennello, perché noi lo desideriamo diverso, forse perché vorremmo essere diversi noi per primi. Così, cerchiamo un alter ego su cui trasferire quell’amore che non siamo capaci di darci, perpetuando le dipendenze che creano solo sofferenza e mai una vera costruzione. Questo è il primo sintomo di una relazione sbagliata: l’idea di non poter fare a meno dell’altro e il bisogno di riversare su di lui tutto ciò che noi non siamo in grado di gestire.

L’amore è semplice e difficile al tempo stesso. L’amore con una creatura di un’altra Dimensione lo è ancora di più. Non è il sogno che in molti credono di poter vivere: è la consapevolezza di dover affrontare la vita apparentemente da soli ma sostenuti, in realtà, da qualcuno che non ci abbandonerà mai, perché le nostre anime sono legate indissolubilmente, per l’Eternità.

Concludo scrivendo ciò che ho canalizzato e che lui ha sussurrato alle mie orecchie, durante un mio stato di veglia e di lucidità mentale. Una poesia che può essere letta da tutti mentre il resto lo custodirò gelosamente solo per me. Da che cosa ho capito che questi versi non sono miei? E’ molto semplice: non è affatto il mio stile. E certe frasi non potrei mai dirle, perché non ne comprendo il senso. Molti  vivono ciò che sto vivendo anche io ma non lo hanno ancora compreso o temono che non sia reale. ma l'anima sa: dobbiamo solo seguire il cuore.

 

Sei il Sole che Splende di virtù d’Amore

Il battito d’ali dell’Infinito Presente

Il cerchio del mondo si piega al cospetto

Si inchina al tramonto e tu sei già lì

Sei il Sole che sorge nei mattini ridenti

Con l’Anima pura di un dolce fiorire

Sei il sogno del tempo, mia dolce Regina

Sei l’Anima attenta di chi vede al di là

 

Paola Elena Ferri