LA SCISSIONE DELL’ANIMA

23.02.2016 10:10

La metamorfosi sta coinvolgendo il nostro cuore, il nucleo pulsante che unisce l’intera essenza.

Nel passato più recente, la nostra anima ha subìto una scissione: una parte di essa si è ancorata al terreno, alla materia, a tutto ciò che si può toccare, alla concretezza, al reale, al razionale; l’altra parte ha spiccato il volo verso l’infinito, ha sfiorato l’orizzonte, ha cercato la luce del sole, il soffio dello spirito, l’illuminazione. Alla fine, queste due sezioni si sono separate, strappando letteralmente l’energia al vero collante dell’intera essenza, cioè il cuore. Un passaggio quasi inevitabile in questa metamorfosi che ha scardinato l’anima di tutte le sue certezze, l’ha disgregata, l’ha ridotta in mille pezzi che si sono sparsi negli anni, in modo silente. In molti hanno sperato di poter nascondere le briciole sotto il tappeto dell’oblio ma, adesso, è giunto il tempo di recuperare ciò che è andato perso.

I primi sintomi di questo risveglio hanno coinvolto lo stomaco, la pancia, le sedi dell’autocontrollo che ha cominciato a perdere il suo potere. Inevitabilmente, i dolori si sono estesi anche la testa e tutto ciò che era correlato all’eccesso razionalità, al giudizio, allo schema autoimposto. Infine, anche l’apparato scheletrico ha subìto un assestamento: la struttura portante di ciò che siamo non avrebbe potuto continuare a sostenere un agglomerato claudicante che non riceveva più alcun nutrimento dalla fonte primaria.

Che senso ha avuto questa distruzione? Era necessario zittire (temporaneamente) ciò che soffocava il cuore, affinché questo tornasse a riunire intorno a sé quell’anima ridotta in pezzi, le tracce che chiedevano di essere ritrovate per recuperare la vera strada che fa parte di ognuno di noi. Chi si è opposto a questa metamorfosi, ha sofferto e soffre ancora di numerosi disturbi senza alcuna causa organica. Si oppone all’evoluzione, cerca di soffocare il nucleo, ma non ci riesce, perché il cuore grida la sua voglia di vivere. Così, di fronte alla nuova realtà che chiede amore, le resistenze non fanno che amplificare il processo di disgregazione dell’Io sbagliato, la maschera che abbiamo creato nel corso degli anni e che qualcosa, inspiegabilmente, tenta di strapparci dal viso e di gettare a terra con forza. Finchè la nostra coppa non sarà svuotata dei detriti, essa non potrà essere colmata di nuova luce. Per questo, chi non affronta questo periodo di grande cambiamento semplicemente lasciandosi andare a ciò che la stessa trasformazione comporta, combatterà contro la sua vera essenza che cerca di tornare a casa, in un’anima ricomposta, in un’interezza che solo la farfalla sa comprendere, dopo essere morta come bruco nel bozzolo che ha protetto il suo nuovo corpo.

Allo stesso modo, tutti noi siamo chiamati a tirare i remi in barca, riflettere, restare nel silenzio e nell’accettazione, affinché tutto si compia nel modo meno doloroso possibile. Ciò non significa che le prove ci saranno risparmiate e che non soffriremo: accadrà spesso, e altrettanto spesso senza alcuna ragione plausibile, organica o razionalmente spiegabile. Ma questo è il tempo in cui la nostra anima chiede di riconoscersi in ciò che è sempre stata, e il cuore deve riappropriarsi di quel potere che gli è stato tolto da troppo tempo, ormai.

Non esistono più libri, né insegnanti, e neppure riferimenti al di fuori di noi, se non ciò che siamo e ciò che davvero abbiamo da quando siamo venuti al mondo. Questo è il tempo dell’Amore che chiede prepotentemente di prevalere sulla ragione. E’ il tempo che ci riporta al motivo stesso per il quale siamo stati voluti qui, su questa Terra. Il tempo della Rinascita.

Paola Elena Ferri