LA RIVOLUZIONE DELLA MADDALENA – Seconda parte

21.06.2016 22:36

Nell’articolo precedente ho formulato la mia ipotesi (potenzialmente attendibile) riguardo a ciò che Maria Maddalena avrebbe potuto rappresentare ed essere. In questo nuovo articolo, voglio ampliare altri possibili strade che portano con sé la capacità di sovvertire letteralmente l’Istituzione Ecclesiastica, la quale venera la Santa ma non la considera neppure come facente parte degli Apostoli. Basta ricordare il ruolo della donna in quel tempo, il divieto di poter accedere alla Sinagoga e il non poter vivere da sola senza essere considerata una prostituta: dopotutto, non era lei, all’origine del peccato? Lei, che aveva indotto Adamo a mangiare il frutto proibito, condannando l’essere umano al patimento eterno… Una visione che, nonostante siano trascorsi secoli, non sembra essere cambiata completamente, giacché le donne non godono ancora degli stessi privilegi degli uomini, soprattutto nelle alte cariche e nell’Istituzione Ecclesiastica.

Nell’articolo precedente, riportavo i termini cui Maria Maddalena è stata appellata nei vari Vangeli: il vangelo di Filippo, in lingua copta, la definiva “koinonos”, cioè “compagna, amica e sorella”, nonché “compagna di viaggio” e “socia in affari” (considerata la sua indipendenza economica e l’aiuto che prestava a Gesù per finanziare i suoi spostamenti. Specificavo anche che nemmeno nei Vangeli gnostici si parla di una “gyne” (moglie), di “heteira” (amante) o “pallake” (concubina).  Una donna emancipata, quindi, spiritualmente elevata e in grado di tradurre le parabole del suo Maestro, di guarire le persone, di scacciare i demoni, di operare “miracoli” che Gesù stesso le insegnava. Considerando, poi, che lo stesso Cristo manteneva intatte le tradizioni Essene, il celibato era da lui osservato con naturalezza, quindi senza la necessità di legarsi ad una donna con cui creare una famiglia. Bisogna anche tenere presente che le date di nascita e morte non sono precise: Gesù sembra, infatti, essere venuto al mondo, come uomo, in marzo, non il 25 dicembre, giorno in cui si è deciso di nascondere una delle tante feste “pagane”, osteggiate dalla religione cattolica che condannava ogni altro culto; inoltre, nonostante si dica che Gesù fosse morto all’età di trentatré anni, questa notizia non risulta verosimile: in base ad alcuni studi, si reputa che possa essere stato crocifisso all’età di trentasei anni. Questo induce a porsi una domanda: se un uomo della sua età era considerato già “maturo” per l’epoca e, pertanto, se (come alcuni affermano) aveva formato una famiglia… perché non se ne fa mai menzione, nei Vangeli? La sua vita sembra essere avvolta nell’avventura solitaria (fatta eccezione dei discepoli) e negli spostamenti continui che non rendevano semplice una possibilità di coppia. Dal canto suo, Maria Maddalena continuava a vivere con sua sorella Marta, nella casa dove a Lazzaro fu permesso di tornare in vita dopo la morte. Tutto, quindi, lascia presupporre che tra queste due figure controverse non vi fosse alcun tipo di rapporto carnale o amoroso e che tutto si elevasse nello spirito, come ci insegna anche la relazione di intensa e pura amicizia tra San Francesco e Santa Chiara.

In questo articolo, però, voglio prendere in considerazione l’alternativa di cui molti affermano la veridicità, non tanto per confermarla (ciascuno ha la libertà di credere in ciò che desidera e di continuare ad approfondire l’argomento con le fonti che ritiene necessarie), quanto, piuttosto, per far comprendere l’estrema importanza che essa porterebbe con sé.

Maria Maddalena sarebbe morta nel 63 d.C, all'età di sessant’anni, a St.Baume, nella Francia meridionale. Maria non era semplicemente un nome, bensì un titolo di distinzione, essendo una variazione di Miriam (il nome della sorella di Mosè e Aronne). Le Miriam (Marie) partecipavano a un ministero formale all'interno di ordini spirituali: mentre i "Mosè" guidavano gli uomini nelle cerimonie liturgiche, le "Miriam" facevano altrettanto con le donne. Maria Maddalena viene dapprima descritta nel Nuovo Testamento come una donna "dalla quale erano usciti sette demoni" (Luca 8:2). Viene ritratta in tutti i Vangeli come una leale compagna preferita da Gesù, il quale “la baciava spesso sulla bocca”, presentandola come “sua compagna e sposa”, confidente, amica, interprete del suo Vangelo. Se Maria Maddalena fosse stata davvero la moglie del suo Maestro, il suo non sarebbe un matrimonio qualunque, a causa dei lunghi periodi di separazione dal marito: periodi durante il quale non veniva considerata una moglie, ma una "sorella" (in senso religioso). Nella società, le sorelle avevano lo stesso rango loro assegnato nella comunità ed erano considerate vedove ma, durante i periodi di separazione coniugale, esse venivano retrocessa a un rango inferiore a quello originario delle nubili. Il padre di Maddalena era il capo dei sacerdoti (subordinato al sommo sacerdote), Siro il "Giairo". Questi officiava nella grande sinagoga marmorea, a Cafarnao, e la sua carica era ereditaria, riservata esclusivamente ai discendenti di Giair (Numeri 32:41). Una dinastia importante che andava a congiungersi con quella di Gesù, proveniente dal Cielo e incarnazione di Dio, il capostipite di una “Stirpe Regale” sulla quale avrebbe regnato per sempre.

Arriviamo alla Crocifissione: sotto la Croce, vi sono la Madonna (madre di Gesù e anche lei chiamata Maria), Giovanni (Apostolo ed Evangelista) e Maria Maddalena. La perifrasi del “discepolo che Gesù amava” è utilizzata nel Vangelo secondo Giovanni per indicare, secondo la tradizione, lo stesso Apostolo. La vecchia traduzione "discepolo prediletto" è stata abbandonata da molti traduttori, perché sembra suggerire una preferenza particolare. E, in effetti, ci sarebbe da chiedersi: perché lo amava in modo particolare, visto che di lui non sono state scritte particolari gesta? Dopotutto, solo quando è sulla Croce, Gesù pronuncia la famosa frase: «Donna, ecco tuo figlio; figlio, ecco tua madre.» Questo, però, non rende plausibile la preferenza verso Giovanni, il quale era considerato al pari degli altri. Qual era, dunque, il discepolo amato? Forse, Maria Maddalena? Non esistono fonti attendibili che diano la certezza che queste parole potessero essere riferite a Giovanni. Tuttavia, nella scelta dei Vangeli ufficiali, si è ritenuto opportuno mantenere una linea definita che non avrebbe dato addito a nessun’altra interpretazione. Perché? Dopo la sua resurrezione, Gesù appare a Maria Maddalena, a lei, e a nessun altro. Non è, forse, questo, un simbolo di esclusività di un rapporto? Eppure, l’istituzione Ecclesiastica continua ad affermare ciò che ha mantenuto intatto attraverso i secoli, come se una verità differente avesse potuto far tremare ciò che è stato costruito con secoli di repressione femminile. La punizione si perpetua ancora adesso, il castigo del poter dare la vita e di procreare, di costruire e custodire tutto ciò che c’è di prezioso al mondo.

Dopo la sua Ascesa al Cielo, Gesù consegna il testimone ai suoi discepoli. Maria Maddalena fugge con sua sorella Marta, Giuseppe d’Arimatea, Maria di Betania (e altri discepoli), viaggiando su una barca che li conduce in Francia, in Provenza, luogo in cui la donna si stabilisce fino alla fine dei suoi giorni. Si dice che, con sé, abbia portato una bambina, una piccola serva di nome Sara. In realtà, la bambina sarebbe il frutto dell’unione carnale con Gesù e lo stesso nome (Sara) avrebbe il significato di “principessa”. Si presume, quindi, che il Graal non sia una coppa comune, un oggetto che custodisce una reliquia (il sangue di Gesù), bensì il simbolo del grembo materno di Maria Maddalena, la quale avrebbe dato alla luce la Stirpe Regale del sangue umano che porta con sé l’Essenza di Dio. Tuttora, in Francia, presso il Santuario dedicato alla Maddalena, la statua della bambina è venerata in modo particolare, sebbene i Frati Domenicani preferiscano non pronunciarsi sulla possibilità che una nave sia davvero approdata in quei luoghi, più di duemila anni fa. Ma esiste anche un’altra versione, sul Matrimonio Reale: si dice che Maria Maddalena sposò Gesù all'età di ventisette anni, rimanendo incinta due anni dopo, e ancora una seconda volta, a distanza di alcuni anni, partorendo due figli maschi, i quali diedero vita alla Stirpe Divina. L’ipotesi più accreditata rimane comunque quella iniziale legata alla bambina ma, indipendentemente dalla veridicità dell’una o dell’altra soluzione, il punto focale rimarrebbe uno solo: Maria Maddalena avrebbe dato alla luce il frutto della sua unione con Gesù che l’ha amata come un uomo mortale.

Vorrei citare un altro esempio, riportando ciò che ho scritto nel precedente articolo. Secondo i Vangeli ufficiali, Simone era stato scelto da Gesù per portare a compimento una missione per la quale gli era stato dato un nuovo nome: "πητρος"; la "pietra" di cui si parla nella seconda parte del versetto è scritta in greco: "πητρα". Ribadiamo il fatto che il nome proprio (in greco) di un uomo dovrebbe essere maschile (-ος), mentre πητρα, la parola usata per "pietra", è femminile (-α). «Tu sei Pietro e su questa “pietra” edificherò la mia Chiesa.» Perché questa ambivalenza tra il genere maschile e quello femminile? La domanda si intensifica di fronte ad una antichissima incisione nella roccia, dove, sotto la Croce di Gesù, si vede chiaramente la figura di una donna con capelli lunghi e mossi, il ventre gonfio e, ai suoi piedi, un edificio simile a ciò che potrebbe essere paragonato ad una Chiesa edificata. Secondo questa ricostruzione, dunque, la vera “pietra” su cui tutto è stato fondato dovrebbe essere la Maddalena e non Simon Pietro.

Ora, dopo aver esposto alcune tra le considerazioni che credono in un matrimonio effettivo tra Gesù e la sua compagna, vorrei arrivare al dunque di questo articolo e chiedere: cambierebbe qualcosa, se si confermasse questa unione? Gli insegnamenti di amore, accettazione e uguaglianza predicati dal Cristo avrebbero meno efficacia o sarebbero consolidati dalla capacità di un amore terreno che va oltre il divino? O, forse, il punto sarebbe un altro? Forse, ciò che più fa paura, è la possibilità concreta che la Chiesa possa essere fondata su un principio femminile (Maria Maddalena) più che su uno maschile (Pietro)? Basti vedere quante donne sono state messe a tacere e uccise, condannate come eretiche quando mostravano capacità che andavano oltre l’ordinario per rendersi conto del desiderio di predominio da parte di Sacerdoti, Vescovi, Papi, i quali hanno fortemente osteggiato presenze femminili all’interno delle alte cariche. Che cos’accadrebbe, dunque, se si confermasse l’ipotesi che ho esposto, cioè la possibilità che la Chiesa abbia un’origine derivata da una donna? L’Istituzione crollerebbe improvvisamente, le feste “pagane” dedicate al culto della Dea Madre sarebbero ripristinate e non vi sarebbero più Papi ma Sacerdotesse? Forse, questa sarebbe la più verosimile delle rivoluzioni. Forse, questa potrebbe essere la più grande paura della Chiesa che continua a detenere un potere spesso abusato, come dimostrano gli scandali che hanno contraddistinto secoli di predicazioni non suffragate dai fatti: poter perdere ciò che ha costruito con anni di repressione mascherata da “regola”, continuando a praticare il castigo dell’Antico Testamento che Gesù ha mitigato con un Comandamento nuovo: l’Amore. E chi, più di una donna, sarebbe in grado di amare e custodire i suoi figli, i diretti discendenti di un’antica Stirpe Regale?

 

Paola Elena Ferri

 

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