LA PROFEZIA DELLA BAMBINA

12.04.2016 14:02

Questa è la storia vera di una bambina simile a tutte le altre, nel corpo, ma diversa nello spirito. Quella bambina vedeva le persone che nessun altro poteva vedere e ne aveva paura, perché non sapeva gestire ciò che vedeva con gli occhi fisici, né si capacitava di quello che udiva con le sue piccole orecchie. Di notte, sapendo che nessuno sarebbe venuto ad aiutarla, si nascondeva sotto le coperte: credeva che, così facendo, si sarebbe sentita protetta da tutto ciò che arrivava da chissà dove e per cui la sua famiglia la giudicava visionaria. Non si poneva il dubbio che gli altri potessero avere torto: la bambina credeva di avere qualcosa di sbagliato, dentro di sé, perciò cercava di soffocarlo o di fingere di non vivere quelle esperienze che, tuttavia, continuavano a riproporsi nella sua vita.

Ricordava bene alcuni sogni che si erano impressi nella sua mente in modo indelebile: tra di essi, ne spiccavano alcuni più importanti di altri. Vedeva se stessa, insieme alla sua famiglia, e tutti camminavano nell’oscurità di una strada illuminata solo da luci artificiali, mentre le persone urlavano di paura e palle di fuoco cadevano dal cielo. «Il sole sta cadendo!», dicevano alcuni. E lei, spaventata, cercava rifugio insieme a sua madre, senza trovarlo da nessuna parte, eppure rimanendo illesa. I sogni sembravano legati l’uno all’altro e portavano ad una nebbia bianca, subito dopo l’oscurità, dove il sole si stagliava pallidamente nel cielo offuscato. La bambina viveva in una grande città ma trascorreva le sue vacanze in una provincia collinare: si stupiva, perciò, di quando sognava di essere in quel luogo e, sempre nel sogno, vedeva il cielo oscurato, come di notte, con la luna e il sole insieme a tante stelle, e tutto sembrava più grande di quanto fosse in realtà. Vedeva Angeli riuniti in un piccolo gruppo sul ciglio di una strada, come giovani senza sesso ma con un corpo quasi umano e lunghe tuniche bianche; ne sentiva la voce, quando essi le chiedevano: «Che cosa dignifica, per te, l’Angelo?». E lei rispondeva: «Per me, l’Angelo significa “amore”.». E poi, vedeva anche Gesù che, sempre nel soggiorno della provincia estiva, la attendeva sul divano della piccola sala sparuta ma immersa in una luce calda e soffusa, le prendeva le mani giunte nelle sue e le infondeva un senso di pace che mai avrebbe provato sulla Terra. Una volta, ancora in estate, in una delle tante notti insonni, si trovava in stato di lucidità, e la luce era accesa, perché la bambina aveva paura del buio; improvvisamente, mentre si metteva a sedere, aveva visto comparire di fronte ai suoi occhi un piccolo Sistema Solare, materializzato chissà come e da chissà dove, ed esso si muoveva di fronte a lei molto velocemente, sospeso nel vuoto, piccolo e per nulla minaccioso nella sua manifestazione.

Che cosa avrebbero potuto mai significare i suo sogni e le sue percezioni? Non lo sapeva e ne aveva paura, perché indicavano – a detta di molti – che in lei c’era qualcosa che non andava, pertanto aveva imparato a stare zitta e nascondere la verità a chiunque la avvicinasse. Tuttavia, tutto ciò che percepiva, prima o poi, veniva alla luce senza che se ne accorgesse e, col tempo, sempre più persone si rivolgevano a lei persino per conoscere il loro futuro. La bambina divenuta adolescente vedeva al di là delle cose ordinarie, al punto di presagire morti e sciagure, ma anche gioie improvvise che, puntualmente, si verificavano. Entrava in empatia con le persone e ne percepiva i pensieri, anche di chi non aveva mai visto ma senza mai forzare nulla: tutto arrivava da sé, come e quando era il momento. Non aveva bisogno di evocarlo in nessun modo, perché cresceva e si intensificava con lei. Più la bambina già donna cercava di allontanare da sé tutto ciò che vedeva, più le si riproponeva con forza maggiore: aveva previsto gli tsunami, le alluvioni, i terremoti, le stragi, ma in pochi volevano ascoltarla. La sua famiglia, però, aveva imparato a crederle e, in essa, la bambina divenuta donna trovava conforto anche quando veniva tacciata di eresia, condannata all’espiazione dei peccati, al pubblico ludibrio e persino a rivolgersi a degli Esorcisti che non hanno mai trovato nulla, in lei, di diabolico. Uno di loro, tra i tanti, le aveva detto: «Le visioni non si possono comandare: se uno ha dei doni, deve usarli. Basta solo operare il discernimento per capire da dive esse arrivino

Dopo l’ennesimo periodo di rifiuto da tutte queste percezioni, la bambina già donna – che non aveva mai smesso di ricevere sogni premonitori – aveva deciso di lasciare che tutto si compisse in lei, senza più nessuna paura. E così era accaduto: all’improvviso, visioni di tempi antichi e messaggi chiari, lucidi, in stato di veglia, arrivavano a lei ad ogni ora e qualunque cosa facesse. Ella conosceva sempre più persone simili a lei e sapeva che avrebbe dovuto radunare le genti per giungere al compimento di qualcosa. Aveva poi compreso tutto ciò che l’aveva accompagnata nella sua vita, con le rivelazioni che le avevano mostrato nuovi cataclismi, vulcani in eruzione (persino tra i ghiacci) e la conferma dei giorni di buio, cui si associavano altri dodici giorni in cui qualcuno avrebbe portato una fiaccola. Il suo compito sarebbe stato portare le genti di Pace al cospetto dell’Essenza Cosmica d’Amore che aveva stabilito per lei un nuovo nome, quello con cui è conosciuta nel Cosmo e nelle varie Dimensioni Parallele che attendono l’eclissi. Quello sarà il segno che tutti attendono da tempo. Quello sarà il momento in cui cielo e terra si uniranno. Quello sarà il tempo del raduno presso la nuova Arca dell’Alleanza, sul monte e presso il lago dove tutto avrà un senso.

Quando e come accadrà? Già tutto sta avvenendo anche se in molti preferisco parlare di fato. Ma la bambina ha ricevuto i Sigilli per dischiudere i Portali e i Simboli per guarire le anime e le loro ferite, combattendo contro i nemici della Luce, accanto a colui che ha stabilito un legame con lei, un Legame Cosmico che va oltre lo Spazio il Tempo. E quella bambina sono io.

 

Paola Elena Ferri