LA GUARIGIONE SPIRITUALE – COME PRATICARLA

06.05.2016 16:01

Questo articolo vuole fornire qualche piccola indicazione per i Cerchi e i Raduni che si creano di volta in volta, al fine di chiarire qualche dubbio e rendere questa pratica alla portata di tutti i partecipanti. Può capitare, infatti, che una o più persone ci parlino di un loro parente o di un conoscente che soffre di qualche disagio fisico o psicologico o, più semplicemente, ammette di non essere in armonia con se stesso e di vivere un vuoto interiore, una confusione che non permette di individuare il proprio obiettivo. Questi sono pochissimi tra i molti esempi che vengono riportati a chi si pone a servizio degli altri o, più comunemente, possiede uno spirito altruistico molto spiccato che è in grado di portare conforto e calore umano. Ecco, quindi, alcuni spunti di cui tenere conto (ce ne sono molti altri ma prendiamo i basilari):

  • Guarigione Spirituale non è sinonimo di Guarigione Fisica: sebbene le due cose vadano di pari passo, la malattia del corpo può indicare una condizione indispensabile che dobbiamo passare, una prova che è destinata a fortificarci, ad insegnarci qualcosa, a trovare delle alternative in modo autonomo ma anche il termine della nostra esistenza nel corpo terreno. La Guarigione Spirituale accompagna la malattia o il disagio e sostiene lo spirito, affinché il pensiero positivo aiuti a creare un ambiente fertile per i semi della speranza che non può mai morire.
  • La Guarigione Spirituale non è un’utopia: Non siamo fatti solo di carne ma anche – e soprattutto – di anima e spirito. Questi due importantissimi Elementi sono i pilastri che sostengono la nostra Essenza più profonda ed essi hanno bisogno di splendere come cristalli purissimi poiché sono i primi ad essere scalfitti. Quando nasciamo, noi conosciamo l’innocenza del nostro essere limpidi ed incontaminati; con il passare degli anni e con le esperienze, il nostro cristallo interiore subisce colpi dai traumi inevitabili della vita che potrebbero far vacillare la nostra volontà e la nostra determinazione. Ripristinare la purezza di quella condizione è necessario per attuare la Guarigione Interiore.
  • Noi siamo le prime persone da curare: Non possiamo donare nulla agli altri, se non abbiamo nulla per noi stessi. Abbiamo bisogno di nutrire la nostra Essenza profonda, sottraendo energia all’Ego che imperversa, anche se non è sempre facile. Troviamo i nostri desideri più autentici, quelli che nessuno può imporci, sebbene la società non faccia che standardizzarci in ciò che non siamo. Scaviamo nel profondo e chiediamo che cosa avremmo voluto realizzare ma che abbiamo temuto di concretizzare; chiediamoci i reali motivi di questi mancati esaudimenti: è stata davvero una responsabilità altrui o delle circostanze? Quante volte abbiamo lottato, per realizzarli? Perché abbiamo smesso di crederci? Che cosa ci impedisce di provarli ancora? Erano desideri effimeri o sono ancora presenti nella nostra anima? Queste sono solo alcune delle domande da porci.
  • Non siamo onnipotenti: Pertanto, non possiamo avere la convinzione di poter risolvere tutto nella nostra vita o in quella altrui. Chi crede di avere tutte le risposte non agisce col cuore, ma con la mente e… la mente MENTE, così come dice questo gioco di parole: come possiamo comprendere la sofferenza, se non l’abbiamo provata? Come possiamo condividere la gioia, se non ne conosciamo nemmeno la luce? Come possiamo entrare in sintonia con l’atro, se la nostra anima è piena di sfiducia, diffidenza, disillusione, arme letali che dirigiamo soprattutto verso noi stessi? Non ci viene chiesto di cambiare le cose magicamente: noi non siamo in grado di farlo. Solo in pochi hanno avuto un dono importante dal Cielo e queste persone si nascondono, non si mostrano, tentano di sfuggire agli sguardi dei curiosi: non hanno bisogno di sponsorizzarsi né di creare un personaggio intorno a sé. Allo stesso modo, noi siamo chiamati a guardarci dentro e a vedere le nostre reali possibilità, piccole o grandi che siano. Il segreto è sempre riposto nel nostro cuore. E, a tal proposito, arriviamo al punto successivo.
  • Che cosa possiamo dare? Anche solo un sorriso quando la persona davanti a noi è triste o chiusa nei suoi pensieri; una mano sulla spalla di chi ha bisogno di conforto; una vicinanza emotiva verso chi mostra un disagio interiore che non riesce ad esprimere a parole; una preghiera per coloro che sono colpiti da malattie gravi, non importa di quale religione o credo facciamo parte; un abbraccio di cuore dopo uno sfogo di rabbia da parte di una persona che, nella frustrazione, ci ha aggrediti senza un reale motivo; un privarsi di qualcosa per sé stessi per donare qualcos’altro a chi non ha nulla; disfarsi degli oggetti che non ci servono o che non abbiamo mai usato, per darli a chi è in difficoltà economiche; creare unione dove c’è divisione; perdonare un torto subìto, per non avere nulla in sospeso nella prossima vita; andare a trovare i nostri famigliari, amici, conoscenti, quando meno se l’aspettano, facendo loro una sorpresa… Questo – e molto altro – sono i primi, piccoli gesti che favoriscono un’autentica Guarigione Spirituale.
  • Le preghiere sono un’arma potente: Come si diceva anche nel punto precedente, non è importante in che cosa crediamo ma conta l’intenzione amorevole che mettiamo nelle invocazioni che eleviamo al Bene Supremo cui facciamo riferimento. L’Amore è ovunque, il dono della profezia anche, così come lo sono la possibilità di portare benessere e calore, anche laddove vi dovesse essere gelo e tormento. In qualunque cosa noi crediamo, è importante che le nostre preghiere siano volte al Massimo Bene di noi stessi e di chiunque venga a contatto con noi: la Guarigione Spirituale è il nostro Pensiero Positivo che diventa Entità di Luce e si espande fino all’Universo, il quale accoglie le nostre richieste e, se è scritto nel destino, ne fa autentiche realtà. Le preghiere possono essere cantate, poiché il suono è una vibrazione di cui la nostra Essenza è fatta, così come lo è l’intero Pianeta con i suoi abitanti.
  • Stringiamo le mani, guardiamo negli occhi: Il primo contatto con le persone è quello che crea un filo sottile tra noi e loro, quell’empatia e quella telepatia necessarie per legarci affettivamente e creare un ponte tra gli uno spirito e l’altro, l’Energia Vitale primordiale che si è incarnata nel nostro corpo, dal momento in cui siamo stati scelti per venire al mondo in forma umana. Quell’Energia luminosa reca in sé la Scintilla Divina che perpetuiamo, nutrendoci reciprocamente con gesti di autentica generosità e di condivisione, mettendoci a servizio l’uno dell’altro per creare Unione, quella forza dirompente che giunger fino all’Universo e, di nuovo, torna a noi, riempiendoci di tutto ciò che chiediamo con fede.
  • Non si può guarire chi non lo desidera: Ci sono persone che scelgono di rimanere nell’ombra, per non dover mai affrontare sé stesse e la vita. Non è possibile violare la libertà altrui; pertanto, pur continuando ad abbracciarle con la mente, non abbiamo il diritto di forzare il loro scrigno sigillato. Questo è il nostro limite: la nostra libertà finisce dove inizia quella dell’altra persona. E il rispetto, in ogni caso, è un’altra delle tante forme di Guarigione Spirituale.

Questi sono solo alcuni piccoli spunti per l’argomento di cui mi è stato chiesto di parlare. Tuttavia, essi rappresentano solo una piccola parte di un Disegno molto più grande e di cui tutti siamo i Depositari. Basta solo cercare in noi stessi per ritrovare quelle risposte che cerchiamo negli altri, erroneamente: ciascuno ha la sua visione e la sua missione e non può essere responsabile delle scelte di un’altra persona, nemmeno se lo vuole. La nostra strada è segnata in modo indelebile e solo alla fine condurrà noi tutti in un’unica direzione: quella dell’ennesima scelta.

 

Paola Elena Ferri