IL VIAGGIO DELL’ESSERE UMANO

25.03.2016 22:23

Chi mi conosce sa del viaggio interiore che ho compiuto nell’ultimo periodo e dal quale ho tratto alcuni spunti per riflessioni personali che ho condiviso pubblicamente. Non ho rivelato quasi a nessuno tutto il contenuto dei molti messaggi a me riservati, tranne a forse due o tre persone che sono state rese partecipi di tutto ciò che ho vissuto. Non so ancora che cosa farò di quello che ho ricevuto e che mi è stato detto di usare come crederò opportuno.

La promessa che mi è stata fatta all’inizio di tutto, è stata mantenuta. Così mi era stato chiesto: «Sei pronta?» «Per fare cosa?» «Un viaggio attraverso lo spazio ed il tempo.» Credevo che avrei dovuto lasciare questo corpo, morire, senza nemmeno la possibilità di ritornare alla vita di tutti i giorni, una vita difficile e fatta di contraddizioni, in una società pericolosa che spesso non lascia scampo… una vita dove si conosce la solitudine più profonda e dove il tradimento diventa quasi la normalità. Eppure, al tempo stesso, una vita che offre imprevisti piacevoli che possono dare una svolta improvvisa a tutto ciò che fino al momento prima sembrava essere avvolto dalla tenebra senza via d’uscita. Beh, di fronte alla prospettiva di poter perdere questa vita, io ho tentennato. Poi, ho accettato.

Qualcuno mi dice che io abbia visto Atlantide; qualcun altro afferma che io sia entrata in contatto con alieni; altri ancora mi hanno parlato di Dimensioni, di Spiriti elevati, di Portali, di Angeli, e di tutto ciò che la loro anima riconosceva affine, insieme alle loro convinzioni. Ho ascoltato tutti ma nessuno ha potuto spiegare che cosa io abbia davvero percepito o vissuto e nemmeno è stato in grado di spiegarmi il perché. La tendenza della maggior parte delle persone è il voler catalogare, incasellare, giustificare, giudicare, allontanare, e molto altro ancora, sempre i base al proprio vissuto. Alla fine, sono stata io a mantenere distanti da me tutti i possibili significati che gli altri mi hanno fornito, cominciando ad ascoltare la mia anima e a cercare di capire dove mi portasse. Non potevo credere a me stessa e nemmeno darmi facili spiegazioni: non ce n’erano a sufficienza.

Sono in attesa di comprendere il motivo per cui mi sono state mostrate molte cose. Attendo anche che vengano mantenute le promesse che mi sono state fatte e la manifestazione terrena di quando tutto si compirà: per alcune cose, mi è stata rivelata una tempistica; per altre, dovrò attendere. Come ho detto, non mi è stato proibito di parlare né di rivelare alle persone tutto ciò che ho visto, percepito e udito, e potrei anche usarlo a scopo di lucro, se volessi, poiché la mia libertà non è violata nelle mie scelte future. Prima di capire che cosa sia opportuno fare, però, attenderò di ricevere dei segni tangibili per me indispensabili per attuare il discernimento. Conoscendomi, sarò anche implacabile nell’accettare tutto ciò che verrà e ostinata nel mio voler capire.

C’è una cosa molto importante, ad ogni modo, che mi ha fatto giungere ad una conclusione finale: tutto riporta sempre all’essere umano, con i suoi pregi e difetti, con le sue forze e le sue fragilità. Possiamo dare molti nomi a ciò che vediamo, seguire fedi o dogmi diversi, credere in persone che affermano le loro teorie e sentirci affini a certi modi di pensare… ma non è questo che conta. L’unica cosa importante è la forza che risiede nella nostra umanità, in ciò che siamo, esseri tridimensionali che vivono le loro passioni nel bene e nel male, spesso cadendo nell’errore e nella trappola dell’ego (e, qui, mi ci metto anche io: non sono scevra dal giudizio personale e non sono nemmeno una persona senza macchia nell’anima, una pura di cuore che non punta il dito su ciò che non sente suo… in poche parole: non sono affatto perfetta).

Noi esseri umani siamo l’esempio vivente che qualcosa, al di là di ogni comprensione e spiegazione logica, esiste. Non sappiamo come né dove, ma la vita continua anche al di fuori dei nostri sensi e in essi si interseca, spesso in modo imprevisto. Possiamo decidere di credere in altre dimensioni oppure di toccare con mano ciò che non possiamo provare: abbiamo la libertà assoluta di vivere come crediamo più opportuno, e il Libero Arbitrio di cui siamo dotati non ci verrà mai contestato. Possiamo essere schiavi di altri, paralizzati in un letto, affaticati da prove e malattie, debilitati dalle offese, schiacciati da chi – nella società – ci è superiore… ma non potremo mai essere prigionieri di altri, se non di noi stessi. Siamo sempre noi i nostri migliori amici o peggiori nemici, le nostre vittime e i nostri carnefici. E siamo sempre noi a dover stabilire quale sia confine tra il Bene ed il Male, scegliendo di seguire l’uno o l’altro.

Noi soffriamo e gioiamo, piangiamo e ridiamo. Il nostro corpo sperimenta in modo autentico tutte le manifestazioni della vita, dalle più belle alle più brutte, ci permette di amare e di essere amati, di dare la vita e di riceverla. Possiamo toccarci, abbracciarci, baciarci, tenerci per mano, parlare tra di noi, confidarci, sentire gli stati d’animo reciproci, guardarci negli occhi e capire che cosa l’altro stia provando… La nostra materia sarà solida e di bassa vibrazione, forse, ma sa provare mille volte più di quanto un Essere Celeste o una Guida superiore sia mai in grado di vivere. Siamo speciali nella nostra imperfezione. Possiamo costruire e distruggere, iniziare o finire. Possiamo anche sbagliare ma ci viene data, in ogni momento, la possibilità di chiedere il perdono agli altri e a noi stessi, di cambiare strada, di imboccarne un’altra, e magari di tornare sui nostri passi.

Siamo creature complete nella nostra incompletezza. Siamo la perfezione nell’errore. Siamo il traguardo per chiunque voglia imparare da noi, perché nessuno, nell’Universo, sarà mai in grado di vivere nel modo in cui noi viviamo: con intensità, passione, e anche con la forza dei sentimenti più veri, di qualsiasi tipo essi siano.

Questo è ciò che ho imparato, alla fine della prima tappa del mio viaggio. Ho imparato che l’essere umano ha un valore riconosciuto in ogni dimensione e che la sua sacralità è inviolabile da qualsiasi creatura esistente sulla Terra, su altri Pianeti e nelle realtà parallele di cui ancora conosciamo poco o nulla. Siamo invidiati, cercati, osservati, presi come esempi, ma non lo sappiamo finchè non veniamo a contatto di qualcosa che ce lo fa capire. Solo in quell’istante ci rendiamo conto del potere che risiede in noi, persino quando siamo fragili e attaccabili, perché la nostra essenza è permeata di vita. Una vita che nessun’altra creatura al mondo potrà mai comprendere appieno, se non incarnandosi in un essere umano.

 

Paola Elena Ferri