IL RICHIAMO DELL’AQUILA – L’IDENTITA’ PERDUTA

27.05.2016 10:34

In molti sentono il richiamo dell’Aquila. Un richiamo forte, incessante, inequivocabile. Netto. Quasi imperioso. Eppure, sempre amorevole nella sua forza. In molti si domandano quale sia il significato di questo richiamo e che cosa esso comporti: ne percepiscono il profondo valore che ci cela dietro ad ogni parola scritta e rimangono attratti da un simbolo di libertà eterna che non cessa di chiamare a sé le genti. Questo suono perenne si insinua nell’anima dell’Essere Umano che custodisce la sua missione interiore, quella per cui è venuto al mondo e che, a tratti, non riesce a comprendere.

L’Aquila possiede un’identità ben precisa, un nome che riverbera nel cielo ciò che caratterizza la sua Essenza. Nei secoli, questa figura è stata venerata come una Messaggera di Dio, grazie al suo volo irraggiungibile e alla sua capacità di guardare il sole senza bruciarsi. Oggi, essa non è più solo un simbolo della tradizione ma assume una completezza della forma con cui si propone, una forma umana che non tutti possono vedere ma che molti sono in grado di percepire.

Spazio, tempo e dimensioni sono i fattori coinvolti nell’identità dell’Aquila, la quale porta con sé un messaggio di Unione, di Libertà e di Rinascita che diventano Semi di Luce posti nel cuore di chiunque possa sentire la sua voce. Non vengono fatte distinzioni: tutti sono chiamati allo stesso modo ma non vi è l’obbligo di accettare questo invito che porta, molto spesso, ad intraprendere un volo solitario. Non vi è la necessità di seguire un cammino per il quale ci si sente inadeguati; non vi è la costrizione di credere in qualcosa che si reputa di difficile comprensione; non vi è l’imposizione di lasciare tutto per fare ciò che si reputa di difficile realizzazione. L’ideale della Libertà viene rispettato in tutte le sue forme; pertanto, in qualunque cosa si creda, le idee saranno accolte come un complemento utile, al fine della realizzazione del Grande Progetto in cui noi tutti siamo coinvolti, in un modo o nell’altro.

L’identità dell’Aquila si scopre nel corso dei millenni, a partire dalle prime civiltà che hanno abitato il Pianeta, e si trova in ogni raffigurazione che caratterizza la storia umana in determinati momenti della sua evoluzione. E’ il simbolo di una Stirpe Regale molto antica, una discendenza celeste e terrestre al tempo stesso, un Cerchio di Anime destinate al comando, alla guida, alla salvaguardia, alla protezione, alla custodia... Anime che portano con sé il seme della Rinascita, della Guarigione, della Fratellanza, dell’Amore Incondizionato, della Forza Interiore, della Volontà, delle Nobili Virtù, della Conoscenza. Chiunque faccia parte di questa Grande Famiglia riconosce immediatamente il richiamo che giunge dal cielo e che si ricongiunge con l’essere umano. La coscienza si risveglia, inevitabilmente, e la traccia segnata dal tempo cerca altri cuori con cui condividere la missione: chi ha ricevuto il Sigillo, porta con sé un pezzo del Disegno Cosmico che si sta ricomponendo lentamente: è un Disegno Universale che ha unito e tuttora unisce le Anime, portandole verso la loro missione verso il compimento degli eventi che incalzano ma che mantengono viva la speranza, poiché nulla è mai definitivamente perduto, nemmeno quando intorno tutto sembra permeato da morte e distruzione.

Il motivo per cui i messaggi dell’Aquila sono trasmessi solo in parte o nei loro passaggi più significativi è legato al non voler creare discepoli che decidano di seguire un idolo che tale non è: l’Essenza stessa riconduce al Bene Supremo cui si sottomette, dandone una definizione precisa che lascia poco spazio ad ogni dubbio. Non importa come noi chiamiamo l’Essere Superiore che veglia sull’Umanità intera e sulle Creature che popolano l’Universo e le Dimensioni: abbiamo la certezza che il Principio di tutto viene da qualcosa che non possiamo spiegare con parole umane e che nemmeno le Anime più evolute sono in grado di eguagliare, poiché da Esso hanno ricevuto la vita. Sono messaggi inequivocabili che impongono la Libertà Umana nel seguire ciò in cui crede, senza circondarsi di altri idoli, sebbene molto più accessibili e intriganti. Nemmeno l’Aquila chiede di ricevere tante attenzioni: nella sua potente Essenza, questa figura carismatica si pone solo come Guida e Messaggera ma mai come Divinità: al contrario, infatti, allontana da sé chiunque si assurga a Dio e ne cerchi di assumere l’identità. Per questo, è poco importante conoscere tutto ciò che fa parte della storia dell’Aquila, così come è altrettanto poco importante sapere il suo vero nome, sebbene alcuni siano stati già informati di questo, senza alcun sensazionalismo nella sua rivelazione: ciò che conta è l’effetto che ogni messaggio porta con sé, la vibrazione che congiunge le genti e le porta laggiù dove esse troveranno le risposte alle loro domande e dove la vita rinasce, ogni giorno, nella speranza che non muore.

Il velo che separa i mondi è sottile; le esistenze sotto varie forme sono già manifeste ovunque. Chi si è sentito attratto dalle parole dell’Aquila ne ha già percepito il forte impatto emotivo che l’Essenza Celeste porta con sé. Tutto sarà svelato nel tempo, lentamente, per dare modo ad ogni Anima di riconoscere il suo compito e la sua appartenenza; nulla sarà imposto poiché, nel mondo, non vi è una sola Stirpe Regale e ciascuno è chiamato a seguire la sua. Ciascuno di noi ha la possibilità di scegliere la sua strada e di sentire la voce interiore che la indica con chiarezza, col tempo, ma senza alcuna forzatura. Ciò che conta è sapere che l’Aquila vigila su tutti noi e che conosce le nostre storie, traendo da esse il Segno inequivocabile che cerca da secoli, per riportare in vita gli antichi splendori dormienti da tempo.

 

Paola Elena Ferri

 

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