IL PASSAGGIO – LE FASI DELLA GUARIGIONE SPIRITUALE

03.03.2016 19:59

  1. L’essere umano tende a restare fermo in ciò che conosce, anche quando fa male o non permette all’anima di evolversi. Spesso il cambiamento spaventa più della sofferenza perché comporta il mettersi in discussione completamente, affrontando se stessi e le proprie fragilità. Il rifiuto iniziale è uno dei primi sintomi del Risveglio: la Luce ha un effetto devastante sull’oscurità che cerca di trattenere l’anima imbrigliata nelle sue trappole.
  2. La tristezza giunge progressivamente al suo culmine fino a prostrare completamente la persona. Si perdono tutti i punti di riferimento e ci si attacca a cose o persone che, anziché aiutare, sembrano contribuire ad accrescere il senso di vuoto, di solitudine, di freddo interiore e di estrema demotivazione. L’angoscia prevale sulla speranza. Il peggioramento arriva con il caos.
  3. L’anima comincia a chiedere aiuto in modo disordinato: si leggono libri che possano placare la Grande Oscurità, si cercano risposte da più persone e in modo insistente perché non si è sicuri di ciò che si riceve. Le domande sembrano non avere mai risposta che possa appagare. Si sviluppano ossessioni, dipendenze, insicurezze, e si arriva anche a vivere delle suggestioni pericolose. E’ un momento delicato perché può segnare una svolta o chiudere definitivamente ogni relazione con la vita.
  4. La decisione del cambiamento è una fase che può richiedere anche molto tempo, durante il quale le fasi precedenti si perpetuano continuamente. Quando l’anima si accorge di non essere più in grado di comprendere il suo cammino, può decidere di lasciare il corpo: i suoi nodi non saranno sciolti e gli spettri delle Tenebre l’avvolgeranno per l’Eternità. Ma, nella maggior parte dei casi, essa decide di chiedere aiuto, distruggendo il muro dell’orgoglio e chinando il capo: l’anima accetta l’unica mano sincera che le viene tesa, per uscire dal suo vortice di nebbie.
  5. L’anima che ha deciso di dare a se stessa un’altra possibilità si trova nuda di fronte a chi l’ha tratta in salvo. Si sente vulnerabile, fragile, esposta, disarmata, ma comprende di aver ricevuto una chiamata e di aver risposto, quasi senza pensarci, nel modo giusto. Vede se stessa riflessa nell’altro (il guaritore spirituale) e, attraverso questa proiezione, comincia a rendersi conto di ciò che è. La direzione sembra cominciare ad avere un senso compiuto e si comprende di non essere più soli.
  6. L’altro diventa un punto di riferimento molto importante, così come le sue indicazioni, sempre più chiare e vicine all’anima. La consapevolezza cresce gradualmente e si avverte sollievo nella sofferenza. La Luce non fa più paura e si torna a sorridere. Un piacevole senso di appartenenza riempie il cuore di nuova speranza e il calore comincia a sciogliere il gelo che tanto a lungo ha avvolto il mondo interiore. Si intravvedono di nuovo i sogni di un tempo e si desidera tornare a viverli.
  7. Dopo il momento di gioiosa affermazione, arriva il tempo della consapevolezza dei nodi che ciascuno porta con sé. L’anima li vede tutti, illuminati dalla Luce che non lascia scampo, e ne ha paura. L’angoscia di doverli sciogliere vince sul benessere provato fino a quel momento e, tormentata da quella vista insopportabile, l’anima decide di fuggire. Nella sua fuga, la forza che ha accumulato nel periodo precedente la sostiene per un po’, poi si cade di nuovo nella frustrazione, nell’oscurità, nello smarrimento. Nonostante si desideri tenere lontane le prime fasi del Passaggio, tutto ciò che aveva causato l’agonia primordiale riaffiora con prepotenza e si rimane inermi, in attesa, a volte per un lungo periodo di tempo. E’ un’altra fase molto delicata durante la quale si può scegliere di tornare nella sofferenza per poi ricominciare daccapo, oppure, dopo una nuova caduta molto più dolorosa (tutte le armi di difesa sono state distrutte), l’anima può decidere di affrontare i suoi nodi, consapevole di non avere più vie di fuga.
  8. Ricomincia il cammino con un dolore che riaffiora, l’angoscia che emerge, i brividi, il tremore, la paura, lo smarrimento… Ma questa volta non si è più soli: l’altro fornisce indicazioni precise che hanno il potere di operare la distruzione degli ultimi schemi mentali sbagliati, di sciogliere i residui dei nodi più profondi, di riportare nuova linfa e nuovo respiro all’anima che rinasce. L’intesa spirituale tra le persone è così forte da generare un flusso simile all’amore e che, in parte, lo è: il nucleo pulsante dell’essere umano, il cuore, prevale sulla razionalità malata e nuovi desideri più autentici sgorgano spontaneamente, pronti per essere realizzati.
  9. Senza sapere come, l’anima comincia a sviluppare un proprio pensiero, arrivando a contestare l’altro, come quando un bambino morde il seno alla madre perché rifiuta il suo latte, pronto per un nuovo nutrimento. La sofferenza passata è diventata un ricordo che non sbiadisce ma da cui ci si affranca e il dolore provato si è trasformato in insegnamento. Il cammino più o meno lungo dell’anima si snoda chiaramente dinnanzi a lei e ciò che prima era solo un’idea, ora diventa qualcosa di possibile, una sfida stimolante che non fa più paura.
  10. L’anima è liberata dal suo peso e può tornare a volare. Sa che potrà vivere nuovamente dei momenti di difficoltà ma sa anche di possedere la forza necessaria per sopravvivere al futuro, in ogni sua rivelazione. Saluta l’altro con riconoscenza e dice addio al suo cuore. Non c’è tristezza, in questo saluto, ma la gioia reciproca di aver costruito una nuova realtà interiore, dando vita alla Luce imprigionata troppo a lungo e che, nonostante gli altri ostacoli che si presenteranno sul cammino, non si spegnerà mai più.

 

Paola Elena Ferri