IL CAMMINO VERSO LA LUCE

08.04.2016 17:57

Non ci viene chiesto di essere diversi da ciò che siamo. Non ci viene chiesto di sembrare forti, invincibili, invulnerabili. Non ci viene chiesto di insistere sulle nostre ragioni quando gli altri hanno già deciso di condannarci. Non ci viene chiesto di negare una seconda possibilità a chi chiede di poterla ricevere. E, soprattutto, non ci viene chiesto di scoraggiarci di fronte alle difficoltà, all’affronto, all’ingiustizia, ai tentativi di chi cerca di screditarci dicendo di noi il falso, di chi si avvale dell’aiuto di altre persone che tengono la pietra tra le mani, pronte a scagliarla contro di noi. Non è tutto questo, ciò che ci viene chiesto di fare, se vogliamo andare verso la Luce.

La parola data dev’essere mantenuta. Il rispetto verso l’alto non deve mai mancare, nemmeno quando veniamo trattati come non meritiamo di essere trattati. E’ giusto che facciamo valere le nostre ragioni, ma senza impuntarci quando ci accorgiamo che, dall’altra parte, c’è qualcuno pronto a mistificarle e ad usarle contro di noi come armi che hanno perso il loro potere mortale e che vengono brandite solo per difesa per le proprie insicurezze o mancanze. Mantenere intatti i propri valori più nobili, a costo di perdere occasioni imperdibili, è una condizione necessaria per attuare il Grande Cambiamento che porta alla nascita di una Nuova Era, una generazione fatta di Anime dal cuore puro e che non temono di mostrarsi per ciò che sono: Luce limpida che non teme le ombre e nemmeno la morte. Il nostro corpo è un involucro sacro che racchiude il tesoro più importante che esiste al mondo: il nostro Cuore, la sede dei sentimenti e delle emozioni, il nucleo centrale di tutta la nostra Essenza. Senza di esso, noi saremmo aridi e freddi come macchine programmate per fare sempre la cosa giusta ma che non sapranno mai agire con l’istinto della morsa che ci attanaglia quando sappiamo di dover fare qualcosa, nel bene e nel male.

Il cammino verso la Luce è il percorso più difficile che un Essere Umano possa compiere e comporta il superamento di prove che non sono fatte solo di disturbi fisici o psicologici ma anche di veri e propri attacchi da parte di chi viene messo sulla nostra strada per testare la nostra determinazione. Noi siamo spade che devono essere forgiate fino a diventare armi potenti e luminose contro l’Eterno Nemico che serpeggia nel mondo: più è forte la nostra tempra, più il fuoco sarà implacabile nella nostra forgiatura e il martello non ci risparmierà colpi violenti che servono a raddrizzare la lama, levigarla, lucidarla, fino a renderla infrangibile. Non possiamo pretendere di essere Creature di Luce se non veniamo a contatto con l’Ombra e non impariamo ad affrontarla senza temerla. Non ci viene chiesto di fuggire di fronte a ciò che non conosciamo ma neppure abbiamo l’obbligo di soffermarci di fronte al vortice oscuro che cerca di risucchiare via da noi tutte le nostre certezze: quando innalziamo il nostro scudo, noi ci apriamo al mondo, permettendo all’Amore di riconoscerci e di giungere a noi nella forma che ci è più simile e riconoscibile. Questa entità diventa simile ad un Guerriero di Luce che ci sta sempre accanto, un custode che ci ispira le giuste intuizioni per trovare la via di uscita che ci permetta di oltrepassare il muro senza tornare sui nostri passi, senza dare le spalle alla vita, senza fuggire di fronte all’inevitabile.

In questo nostro cammino, qualcuno, inspiegabilmente, ci lascerà. Il nostro cuore sarà ferito, perché non comprenderemo i motivi per cui tutto questo accade. Anche le persone a noi più vicine potrebbero tradirci o, comunque, farci del male: è un processo che sembra paradossale ma che porta inevitabilmente ad un grado di consapevolezza superiore, dove il perdono assume un significato ancora più importante e il desiderio di augurare la felicità a chi ce l’ha tolta supera la volontà di rivalerci sulle ingiustizie subìte. Non abbiamo bisogno di odiare, quando la nostra coppa si riempie dell’Amore Universale che ci viene donato gratuitamente e con cui possiamo dissetarci direttamente dalla Fonte inesauribile, giunta fino a noi per sostenerci, sollevarci, riempire quegli spazi vuoti che l’Anima tenta di chiudere con rattoppi effimeri. Grazie a quella Sorgente, noi siamo in grado di sopperire a ciò che ci viene tolto, e siamo ancora capaci di donare e perdonare, perché nulla potrà essere più importante di ciò che ci è stato concesso. Più doni riceviamo, più dobbiamo essere pronti a cedere, a metterci al servizio di chi non ha, di chi ci odia, di chi vuole strapparci la nostra identità e la dignità che ci contraddistingue. Potremo essere considerati per ciò che non siamo, ma non conta il numero delle persone che diranno male di noi o quelle che ci seguiranno come se fossimo le loro Guide: conta solo ciò che siamo ancora in grado di dare nonostante tutto, la capacità di amare che non chiede nulla in cambio se non il perpetuarsi dell’Amore stesso, la possibilità che offriamo a chiunque si rivolga a noi per conoscerci e iniziare un dialogo vero, costruttivo, finalizzato alla realizzazione di un rapporto autentico.

Il cammino verso la Luce ci vede avanzare da soli con il compito che portiamo nel nostro cuore e che proteggiamo con devozione: nel nome di questo compito, abbiamo il dovere di andare avanti, di resistere, di lasciare che il vento impetuoso sferzi la nostra pelle, ferendola e facendola sanguinare; nel nome di questo compito, qualunque cosa accada nella nostra vita, siamo chiamati a proseguire senza indugio, anche quando le forze vengono meno e il desiderio di arrenderci diventa più forte di quello che ci ha sostenuto fino al bivi; nel nome di questo compito, dobbiamo considerare i nostri nemici come maestri inconsapevoli che ci insegnano a distinguere la differenza tra il Bene e il Male, a misurarci con noi stessi, a smussare quelle parti di noi che ci impediscono di proseguire nella nostra evoluzione; nel nome di questo compito, anche i fardelli più pesanti diventano Ali di Luce che, all’occorrenza, ci ancorano a terra per impedirci di lasciarci spazzare via dal vento.

Siamo chiamati a servire, a proteggere, a indirizzare, a custodire e preservare; a creare vita, a riunire, ad accogliere, a comprendere, a perdonare e a chiedere di essere perdonati; ad illuminare, appianare, abbracciare e amare; a combattere, a difendere, a cercare la pace e ad impedire che si instaurino nuove guerre. Siamo chiamati ad alimentare quella Sorgente che ci nutre e che chiede di essere condivisa con chiunque giunga a noi chiedendo di essere dissetato. Siamo chiamati alla creazione di un nuovo mondo che guardi al futuro con fiducia, speranza, e con la certezza di poter germinare come un seme di Luce nella terra degli Avi.

 

Paola Elena Ferri