CUORE STARSEED

02.12.2017 22:41

Siamo Briciole d’Infinito, sparse sulla Terra per l’Eternità. Siamo Semi Stellari che hanno lasciato il Luogo Senza Tempo in cui vivevano, per legare la nostra Energia Universale a quella Umana moltiplicata in piccole cellule, Feti di un Piano in Tridimensione. Ci trasformiamo in Corpi Solidi, pesanti, limitati nella capacità vibratoria del sentire e del sopravvivere, mortali per scelta ma mai destinati alla Morte dell’Anima, la quale è Essenza contenuta in quello che possiamo definire astronave, giacché l’Organismo Umano assolve il compito di veicolare ciò che siamo, dal Concepimento terreno, all’abbandono delle Spoglie Materiali. L’Anima è il vero Involucro che ci racchiude, il Sacco Amniotico dell’Altrove, da cui traiamo Eterni Nutrimento, Molecole di Luce e d’Infinito che è parte di noi e di cui siamo parte, da sempre. Questa Luce si è divisa in piccole Fiamme, ciascuna di esse dedita alla Missione che ha scelto di compiere in Forma Umana, e il Tempo ha cessato di dilatarsi, ma si è fermato in un segmento provvisorio, quel Soffio di cui i Fratelli Cosmici parlano per identificare questa Vita Mortale. Solo un soffio, in tutta l’Eternità… Ma, in questo Soffio, noi siamo chiamati a resistere, per un Ciclo che può includere più di una Incarnazione – in genere, non meno di Sette Esistenze per Seme Stellare –, esperienza, dura, nella quale abbiamo il compito di portare alla luce ciò che era la Verità Primordiale, al fine di ricostruire quell’Intenzione che aveva indotto i Capostipiti a creare quella che noi conosciamo con l’appellativo di Razza Umana.

Questo è il Tempo del Passaggio, la Trasformazione Alchemica che porta ad una Nuova Era, il ricordo svelato dall’Anima che, lentamente, si risveglia dal suo torpore auto-indotto. Abbiamo scelto l’Oblio, per non restare legati ai traumi e agli errori che, nella nostra Vita Precedente, hanno creato dei nodi a livello Karmico, intrecci che, qui ed ora, abbiamo il compito di sciogliere per sempre… insieme a quelle relazioni instaurate sul Piano Umano. La Materia possiede una forza che è pari a quella della gravità: ci attrae inesorabilmente verso il Nucleo della Terra, dove il Fuoco emana i suoi influssi di Morte e Rinascita, simboli che l’Anima porta con sé sin dall’alba dei tempi. La densità di questa Dimensione è un’arma a doppio taglio: se, da un lato, ci permette di co-creare nuove forme di Vita, dall’altro, è in grado di abbassare le nostre Frequenze Vibratorie, fino ad annullarle. La fragilità che ci permea, dunque, è fortemente connessa al pianeta che abbiamo scelto come Madre, questa Terra ammantata d’azzurro – non a caso – e che chiama, a gran voce, i suoi Figli. Solo pochi di essi comprendono di doverne custodire le sue vastità – quantunque limitate, rispetto al Cosmo – e, ancora meno, riacquistano la Consapevolezza facente parte di quel Risveglio Universale, oggigiorno sempre più diffuso e imperante, come se fossimo giunti ad un bivio da cui possiamo solo trarre forza per proseguire. Restare fermi equivarrebbe a soccombere nell’Oblio di una Tenebra infinita, dove il Cuore si anestetizza da ogni eccesso ma, conseguentemente, disimpara a riconoscerne la sfumatura più delicata, quella salvifica, fatta di Amore e priva di ogni aspettativa.

Il Cuore… quel piccolo Cristallo che l’Essere Umano-Starseed ha il dovere di riaccendere, dopo secoli e secoli di potere e sopruso… quel piccolo segmento che contiene il Divino e il Terreno e che diventa Arca dell’Alleanza, un’unione di intenti che va oltre la Materia e diventa Spazio… sì, il Cuore che vorrebbe riscoprire i suoi battiti ma che, al tempo stesso, ne ha paura… poiché ogni ricordo porta in sé anche quelle sofferenze da cui abbiamo deciso di allontanarci, solo per sopravvivere come Primati Umani senza più un’Anima… senza più un’Identità Stellare. Così, mentre impariamo a riconoscerci tra di noi, percepiamo le Essenze a noi connesse dall’Eternità ma, anziché benedirle nel Legame silenzioso ritrovato, molto spesso tentiamo di attirare a noi, con quell’Umana Volontà fatta di Materia – perciò fallace. Dimentichiamo il modo con cui l’Universo ama se stesso e le sue creature e tentiamo di omologarci al Primate cui abbiamo intrecciato il DNA, quasi come se esso conoscesse più di quanto il nostro Risveglio sia in grado di far riaffiorare alla nostra Coscienza. Temiamo gli Addii come se rappresentassero abbandoni senza tempo, e non pensiamo di avere nodi accumulati da sciogliere, libertà da riguadagnare, dignità da mantenere. Dimentichiamo di venire dalle Stelle e ci ancoriamo a pensieri fatti di Materia, limiti che non vogliamo oltrepassare, per non dover amare in modo incondizionato… per non dover mai perdonare. Alla fine, il nostro Cuore cede e condanniamo noi stessi alla frustrazione primitiva, quella fatta di sola corporeità, dove l’Amore era suddito del Desiderio istintivo, un accorgimento molto astuto di chi ci ha divisi in Sessi, facendo sì che ci cercassimo, al solo fine della Procreazione e della Continuità della Specie. Ma ora noi sappiamo che la Vita scaturisce dalle intenzioni dell’Anima, da quelle Unioni che ristabiliamo o lasciamo andare, in ogni istante, e il Nuovo Uomo cessa di essere il risultato di un atto – spesso egoico – e diventa frutto di una Fusione Interiore, da cui il Fuoco Terrestre trova nuova linfa, nell’Acqua Stellare, per restituire la Vita, dove la Vita stessa chiede di poter continuare ad esistere.

Il Cuore Starseed ha il potere di custodire, nutrire, co-creare, partorire. E in noi nasce il dovere di farne strumento di massa, per quei Popoli che giungono a portare la Salvezza di un Mondo in cui tutto ha già luogo. Nuovi Messia in Forma Umana si offrono come Olocausti, vittime consapevoli – non per forza condannate alla Morte Fisica ma, semplicemente, all’annichilimento della Regalità di cui sono permeati in Dimensione. Ed essi diventano Servitori di una Specie Eletta, al fine di restituirle quell’Identità che ha negato a se stessa, ferma allo stato del Primate, l’esperimento terreno in cui l’Altrove pose il suo Seme, all’Origine dell’Esistenza Umana. Quel tempo di sangue e tormenti cesserà di esistere, non appena il Risveglio avrà completato la sua opera. E noi, le Briciole dell’Infinito, sparse sulla Terra per l’Eternità, serviremo e testimonieremo il significato del suo vessillo più nobile, quello per cui continuiamo a nascere e a combattere, finché giungerà il tempo del Ritorno a Casa: il Cuore… il centro di ogni cosa che muore nel Fuoco e, dal Fuoco, risorge.

 

Paola Elena Ferri

 

 

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