C’ERA UNA VOLTA L’UOMO

24.09.2016 20:25

Questa è la massima semplificazione della possibile storia dell’Uomo nella sua evoluzione passata, presente e futura, una piccola parte della Grande Verità che l’Uomo stesso, da solo, è in grado di ipotizzare, contemplare parzialmente ma non di comprendere nella sua interezza.

Così… C’era una volta, miliardi e miliardi di anni fa, quello che molti definiscono “Uovo Cosmico”, una Grande Morsa, un Nodo, dove tutto era unito, compatto, legato strettamente da forze misteriose che trattenevano ogni molecola: il punto di partenza, simile ad un seme, immerso in qualcosa che poteva sembrare Vuoto, o, molto più probabilmente un’energia opposta che impediva all’Uovo di mutare o muoversi… di vivere.

All’improvviso, queste Forze Antitetiche in perfetto equilibrio tra loro, subirono un mutamento, forse un’alterazione della vibrazione che le teneva unite, una piccola particella che fece “di testa sua”, creando il Caos: una grossa esplosione ruppe l’Uovo in mille pezzi che si sparsero in modo disordinato, dando origine, a loro volta, ad altre vibrazioni e forze, stavolta in contrapposizione tra di loro. Il “disaccordo” di energie creò la massificazione di corpi solidi, gassosi, aerei, ma anche vortici gravitazionali che attrassero a sé quella che divenne la Materia, dando origine alle Galassie, alle Costellazioni, ai Pianeti, e molto di più.

Chi fu l’Artefice di tutto questo? Le teorie sono molte ma, sta di fatto, che “qualcosa” alterò la staticità dell’immobile, rendendolo in mutabile e continua espansione. E, in mezzo al Caos, il disordine di particelle si riorganizzò, creando il Cosmo, l’armonia, l’ordine… un ordine senza confini poiché, da ogni forza e particella, ne nasceva un’altra, poi un’altra ancora, in forme diverse, fino a dare origine alle basi che avrebbero visto formarsi luce e buio, acqua e terra, minerali e piante, le stagioni e il loro susseguirsi, e, con essi, microrganismi biologici che contenevano le stesse molecole delle stelle. Dove, tutto questo? Ovunque fosse possibile ma, a metà del ciclo dell’Universo, specialmente sul pianeta che noi conosciamo col nome di “Terra”.

Che ci fossero altri pianeti abitati… questo non fu mai messo in dubbio: in un Universo di miliardi di anni, la vita si moltiplicò fino ad evolversi in longevità e resistenza. Ma a noi interessa la nostra storia, ed è questa che l’Essere Umano ha cominciato a vivere, nel momento in cui, attratti da questo “paradiso” – fatto di meraviglie molto probabilmente più mirabili, rispetto a quelle di altri pianeti abitati – creature venute dal cielo, evoluzioni dell’Uomo stesso, incontrarono Primati robusti, bipedi, in grado, in qualche modo, di comprendere e resistere a grandi fatiche. Queste creature dall’aspetto simile a quello di Giganti, dalla durata di vita incomparabile a qualsiasi altra forma terrestre che, tuttavia, moriva e rinasceva con le stagioni, in un ciclo infinito, decisero di stanziarsi sulla Terra per stabilire la loro comunità che, errante, cercava un altro luogo in cui continuare ad esistere. Il pianeta da cui venivano era ormai giunto ad una glaciazione irreversibile, nonostante lo scudo che cercavano di rinforzare, soprattutto grazie ai giacimenti minerari della Terra, un contenitore che offriva tutto ciò di cui avevano bisogno. Che cosa offrire, in cambio della forza-lavoro, a quei Primitivi che si esprimevano a gesti e grugniti? Aspetto fisico simile a loro, conoscenza, superiorità, armonia, bellezza, pace, immortalità.

Il DNA dei Primati fu modificato ed essi conobbero l’evoluzione. Coloro che vennero dal cielo furono adorati come divinità ma non si imposero mai come tali. Tuttavia, lasciarono libero l’Homo-Sapiens di onorarli, in cambio della costruzione, dell’armonia e della pace. Ma la forza terrestre conteneva in sé un’altra vibrazione che alterava l’equilibrio delicato del sistema biologico incompleto, rendendo vulnerabile il nuovo codice genetico: la Stirpe ribelle di Antiche Confederazioni Universali approfittò di questa debolezza e inviò una vibrazione che si insinuò in questo equilibrio instabile, il quale, conseguentemente, cominciò a deteriorarsi. L’Essere Umano fu plasmato nell’errore che le creature del cielo non avevano previsto, perché i Primati-alieni della Terra – divenne evidente – possedevano qualcosa che molte altri Esseri Viventi del Cosmo non avevano: un’anima. Una libertà di agire e pensare che veniva, ancora una volta, da altrove, quasi come se l’Artefice del Caos e del Cosmo avesse impresso il suo sigillo, permettendo la modifica dell’involucro esterno ma non dell’anima. E questo stesso Artefice che era uomo e donna insieme ma, al tempo stesso, non avrebbe mai potuto definire la sua sessualità, dividendola dalla completezza, decise che l’Essere Umano godesse del privilegio di una libertà interiore, la quale avrebbe stabilito per sempre la sua Stirpe. Una Stirpe regale e Divina, ma in un corpo che avrebbe subìto per sempre gli influssi di una vibrazione interferente, accettata dall’Uomo stesso, l’origine e la causa dell’errore primordiale che diede un corso diverso alla Storia, colmandola di guerre, potere, supremazie e morte.

Fu l’Uomo ad alterare ed indebolire il DNA. Fu l’Uomo a rinnegare la sua natura. Fu l’Uomo a plasmare le menti di altri Uomini, soggiogandole e ingannandole, per mantenere quel potere che egli scelse per sé. E fu sempre l’Uomo ad incatenare la sua Compagna, privandola del suo ruolo Primordiale, quello che conteneva il seme della Vita, il quale si perpetrava infinitamente, perché così era stato chiesto: laddove il corpo sarebbe stato corrotto, la vita avrebbe generato altra vita. Così vollero coloro che trasmisero le loro Conoscenze, così l’Uomo le calpestò, stabilendo gerarchie errate dove non vi fu più libertà ma schiavitù. Schiavitù dell’Uomo verso l’Uomo stesso.

E ora, lo Splendore Dimenticato chiede di ritornare vivo nel ricordo, di essere ripristinato, di essere corretto e riportato all’Armonia Primordiale. Ora, tutto ciò che abbiamo appreso è messo al vaglio da chi non conosce ma ri-conosce. Ora, tutto ciò che l’Essere Umano è chiamato a fare è tentare con tutte le sue forze di usare al meglio i doni ricevuti da chi lo ha reso tale, ricongiungendosi alla Fonte Originale, non quella matrice che molti pensano aver creato burattini senza volontà, bensì il Nucleo delle Esistenze legato alla Vita e all’Infinito che ha disgregato l’Immobile, diventando l’Eterno.

 

Paola Elena Ferri

 

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