ANGELI DEL CUORE

08.06.2017 09:10

Noi chiamiamo “Dio” qualcosa che va al di là delle semplici parole. Interrogati su chi Egli fosse, i Messaggeri del Cosmo risposero così: «LA STELLA PIU’ SOAVE CHE DOMINA L’INTERO UNIVERSO. LA SPERANZA, LA FIDUCIA, L’INTEGRAZIONE, L’AMORE, LA VITA, LE BEATITUDINI, IL COSMO STESSO, LE VOLTE DEL CIELO. EQUIPARARLO ALL’IMMENSO E’ UN’IMPRESA IMPOSSIBILE. L’Elemento Cosmico si riduce in nulla e s’inchina al Suo cospetto

Quindi parlarono della Matrice, da non confondersi col concetto di cui tratta la famosa trilogia “The Matrix”. Dalle loro parole, si evinse che la Matrice fosse la “Madre” da cui tutti discendiamo, una sorta di “Grembo Universale” che ci ha partoriti nel Concetto Cosmico dell’Essenza definita come Eterno, Infinito, Bene Supremo, Tempo… e altri termini conosciuti dall’Essere Umano, i quali, tuttavia, possono solo limitarsi a dare un’immagine mentale di ciò che il nostro corpo non è in grado di elaborare: le nostre cellule neuronali non sono usate come dovrebbero ma ristagnano spesso nell’appiattimento dei media, addestrati allo scopo di non indurre a “pensare”, bensì solo ad accettare passivamente anche ciò che non fa parte della nostra vita interiore.

Tornando ai Concetti Primordiali, il Tutto (l’Universo e la Matrice) ci originò nel Pensiero e nella Vibrazione, i quali, insieme, crearono Sistemi Solari, Galassie, Stelle, Corpi Celesti e Creature Viventi in ogni forma. L’Essere Umano sembra possedere una posizione privilegiata, rispetto ad altri Abitanti delle Dimensioni, proprio grazie alla sua esistenza confinata che gli permette di vivere una vera e propria “full immersion” di emozioni, informazioni, situazioni esperienziali, spesso difficili da dipanare, ma necessari per il “Ritorno” (vi ricordate come il Piccolo Principe si libera dalla zavorra del suo “veicolo” corporeo, per alleggerire lo Spirito e restituire all’Anima la strada verso Casa?). I Semi Stellari sono, quindi (così come dicono i Fratelli Cosmici), “briciole d’Infinito sparse sulla Terra per l’Eternità”. Il loro compito è custodire ogni forma vivente e anche ciò che appare immobile ma che contiene in sé la Storia intera del Genere Umano e dei suoi Ascendenti, nonché del luogo in cui abita. Un’impresa apparentemente per “pochi eletti”, sebbene la stessa astrofisica Margherita Hack avesse già espresso la sua opinione, al riguardo, e cioè: noi siamo della stessa sostanza di cui sono fatte le stelle. Precisiamo che sono parole di una scienziata alla ricerca di prove concrete, non di una sognatrice influenzata da facili suggestioni senza alcun fondamento.

Custodire. Preservare. Proteggere. Termini bellissimi che a nulla valgono, nemmeno con le conoscenze più vaste – acquisite e non – se manca ciò che è considerato con “il Nucleo Pulsante dell’Esistenza stessa”, e cioè: il Cuore. Viviamo in un mondo che si aggrappa alla Materia o che, all’estremo, desidera il Cielo e dimentica le Radici. Così, il collante tra Cielo e Terra non è mai nutrito, e questa “fame” continua non si placa ma si amplifica, costantemente, generando frustrazione: chi ha bisogno d’Amore, al tempo stesso, ha paura di darne e riceverne; così, costruisce l’immagine ideale di ciò che esso “dovrebbe” essere ma che, in realtà, così permeato di aspettative, non sarà mai. Diventiamo come “elettroni spaiati”, cerchiamo l’equilibrio e lo “rubiamo” da altri Esseri Viventi, o dall’ambiente in cui viviamo, generando una “reazione a catena” che, alla fine, porta ad una sola cosa: il senso del nulla. Il vero cancro della vita. La disarmonia che crea un’alterazione nella Vibrazione Primordiale e la rende instabile, così come instabile diventa il nostro equilibrio emotivo, fino ad influenzare il contesto e, più in grande, lo stesso pianeta. Non è un errore pensare che, in gran parte, siamo gli artefici della maggior parte delle distruzioni e dei cataclismi: ogni suono stridulo è un graffio sul Disco Originale, quell’Armonia che smette di essere Serenità e si trasforma in Inferno. Così, la Terra smette di essere quell’Eden che era stata designata a diventare e assume le sembianze del Purgatorio, spesso – ancora peggio – dell’Ignavia, il mondo di coloro “che visser sanza infamia e sanza lodo” (come disse Dante). E poi, ingrati verso noi stessi, ce ne lamentiamo, trascinando nel vortice anche chi, senza alcuna colpa, ha il solo desiderio di ritrovare la serenità perduta.

E’ dovere di tutti noi ritornare ad essere quei Messaggeri Celesti che la stessa Bibbia menzionò, nel libro della Genesi, citando testualmente: «Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro delle figlie, i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli a loro scelta. Allora il Signore disse: "Il mio spirito non resterà sempre nell'uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni". C'erano sulla terra i giganti a quei tempi - e anche dopo -, quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell'antichità, uomini famosi.» Noi siamo la diretta Discendenza di quei Nefilim che colonizzarono il pianeta, all’alba dei tempi, la Stirpe Regale e Divina che chiede di ripristinare il Patto di Alleanza che fu sancito tra la Sorgente Divina e l’Uomo Nuovo. Noi siamo quegli Angeli che non caddero per il peccato, ma che si lasciarono cadere in miseri corpi, al fine di riportare la Vita in ciò che era il Giardino dei Semi Stellari, i quali, nella loro immensa Luce, sono chiamati, ogni giorno, a radunarsi per compiere la missione che hanno scelto autonomamente, prima di incarnarsi insieme ad altri Esseri Umani.

Ammantati di nuove intenzioni, gli Angeli del Cuore ritrovano la via per nutrire le Anime spente, riportare il sorriso a chi piange, ripopolare di Luce le poche Ombre create dal Nulla e dall’assenza di motivazione germogliata in chi non crede in nulla – o che, per paura di essere felice, sceglie di soffrire per timore di illudersi. Quello che i Fratelli Celesti ci chiedono, è semplice e difficile al tempo stesso: far risplendere il Cuore di prospettive, le quali, alimentate di intenzioni, diventano futuro. Ed esse si trasformano in custodia, salvaguardia, rinascita, tutto ciò che è il senso più profondo nell’esistenza stessa si un Seme Stellare. Così, il Ciclo della Vita continuerà a perpetuarsi, fino a raggiungere quello stesso Infinito da cui tutti discendiamo e verso il quale ci dirigiamo, inesorabilmente, poiché Fine Ultimo della nostra Missione. Una Missione che non conosce confini e che distrugge i muri dell’impossibile, facendone Speranza.

 

Paola Elena Ferri

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