ALLINEAMENTO PLANETARIO

23.02.2016 10:13

Dal 20 gennaio al 20 febbraio 2016 si è verificato un allineamento planetario molto particolare che si presenterà ancora a fine ottobre dell’anno 2018. Il picco massimo è stato visibile soprattutto nella notte del 7 febbraio (verso le prime luci dell’alba), ed ha coinvolto i seguenti pianeti: Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno.

Perché è così importante parlarne? Perché questa concomitanza curiosa ha provocato uno spostamento di energie molto particolare e che molti hanno percepito. Non voglio soffermarmi su ogni dettaglio astrologico/astronomico per non allungare eccessivamente l’argomento: voglio solo sottolineare il disegno interessante che si è creato e che ho potuto vedere chiaramente, dopo aver proceduto con un’attenta analisi.

Partiamo dal principio, elencando i simboli che si sono evidenziati tra i tanti significati che ho vagliato. Nonostante i pianeti si siano allineati, la progressione ha seguito un ordine ben preciso. Il primo ad essersi manifestato è stato Giove (prosperità e abbondanza), che si è collocato tra la Costellazione del Leone, (suprema vittoria della luce sulle tenebre), e quella della Vergine (chiusura di un ciclo). Il secondo pianeta allineatosi è stato Marte (volontà, spirito battagliero e forza), che si è collocato nella Costellazione della Bilancia, (mistero inafferrabile). Il terzo pianeta è stato Saturno (profonda crisi di crescita interiore), che si è collocato tra la Costellazione di Ofiuco (illusione), e Antares, (morte e rinascita). Il quarto pianeta è stato Venere (amore, femminilità e fecondità), che si è collocato prima nella Costellazione di Ofiuco (perpetuando il passaggio precedente e la negazione), quindi si è spostato nella Costellazione del Sagittario (preparazione, calore spirituale in vista del freddo) per poi arrivare alla Costellazione del Capricorno (freddo, morte, rinuncia), insieme al quinto pianeta, Mercurio (congiunzione tra maschile e femminile).

Ci sono altri simboli da decodificare: innanzitutto il numero 20 che si ripete. Questo numero è una cifra con influenza equivoca, una valenza ambigua, ed essendo una cifra primordiale, può determinare un risveglio della morale. Risente fortemente dell'influenza lunare e la carta degli Arcani che lo contiene è il Giudizio.

Il 20 è riferito a due mesi: gennaio (1) e febbraio (2). Il numero UNO (il nutrimento) è identificato con il Sole, prima, e con l'uomo eretto poi, e indica la simbologia unica per eccellenza, la creatività. E' il numero degli artisti, dei mistici e dei capi. Il numero DUE (la nutrice) è simbolo del dualismo lunare, rappresenta il doppio identificato nell’inizio e nella fine, è espressione della femminilità. Anche in questo caso si parla di creatività, immaginazione, completamento di sé ma anche isolamento nella sua concezione più negativa e ambivalente. Il pianeta connesso è la Luna.

E concludiamo con l’anno nel quale si è verificato il fenomeno, il 2016. Come vediamo, torna di nuovo il numero 20, seguito dal 16, numero che rappresenta generalmente rischi e fatalità, quindi un numero negativo che, tuttavia, dato che la sua risultante è 7 (1+6), diventa anche cifra positiva, quindi superamento di prove difficili e molto importanti sia nella vita normale che in quella iniziatica. In ogni caso, esso indica un cambiamento.

Per concludere… Questo allineamento planetario evidenza la progressione che parte da un ciclo e che porta ad un altro, non senza un passaggio indolore e soprattutto non privo di rischi. Un futuro ignoto che può volgere al meglio o al peggio, in base al percorso personale e alla resistenza spirituale. La risoluzione, tuttavia, prevede il ricongiungimento di due opposti (maschile e femminile nella loro simbologia più profonda ed estesa), in un lasso di tempo che, a mio avviso, si risolverà nel giro di due anni, con una forte incidenza nel passaggio dal 2016 al 2017. Il 2018 segnerà la svolta definitiva, il segno che in molti aspettiamo da anni e che si manifesterà nella volta celeste con la presenza contemporanea del Sole e della Luna, in una notte di intensa purificazione.

Paola Elena Ferri